La seduta medianica - Etelredo Calvis - E-Book

La seduta medianica E-Book

Etelredo Calvis

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Un cult della materia. Descrizioni, approfondimenti, istruzioni, metodologie, considerazioni storiche, morali e spirituali sul contatto con l'al di là attraverso La seduta medianica.INDICERELAZIONE DELLA GIURIA Cap. I. - SI DEVONO FARE SEDUTE MEDIANICHE?§ 1. Pro e Contro - § 2 Il Pro n dei grandi scienziati - § 3. Il “Pro a delle Essenze - § 4. Terminologia - § 5. Cultura generale.Cap. II. - LA CLASSIFICAZIONE DEI FENOMENI MEDIANICI§ 6. Difficoltà di classificare - § 7. Iperfisi - § 8. Ultraveggenza - § 9. Fenomeni concettivi - § 10. Animismo e spiritismo. Cap. III. - L'AMBIENTE SPIRITUALE§ 11. L'armonia dell'ambiente - § 12. I cooperatori ultraterreni - § 13. Anime di Defunti - § 14. La Guida - § 15. Gli Operatori - § 16. I Cooperatori umani § 17. Il Dirigente - § 18. Gli Esperirnentatori - § 19 Gli Assistenti - § 20. Il programma di lavoro. Cap. IV. - L'AMBIENTE MATERIALE§ 21. Il locale - § 22. Attrezzatura semplice - § 23 Il gabinetto medianico § 24. I mezzi di Ultraveggenza - § 25. I mezzi di Ultrafisi.Cap. V. - IL MEDIUM§ 26. La Medinnità - § 27. Medianità incipiente § 28. Falsa medianità sincera - § 29. Le diverse medianità - § 30. La condotta del Medium - § 31. L'attacco - 32. La Trans - § 33. Il Risveglio.Cap. VI. - LA SEDUTA§ 34. La catena - § 35. Seduta di Ultrafania - § 36 Il verbale - § 37. Seduta di Ultraveggenza - § 38 Seduta di Iperfisi - § 39. Incidenti e sorprese.Cap. VII. - LE MISTIFICAZIONI§ 40. I generi del trucco - § 41. Trucchi di Spiriti § 42. Trucchi del Medium - § 43. I trucchi degli ipercritici.Cap. VIII. — IL CONTROLLO§ 44. Una premessa — § 45. Prima della seduta — § 46 Controlli in seduta — § 47. L'idoneità del Controllore - § 48. I vantaggi della critico. Cap. IX. — ESPERIENZE FUORI SEDUTA§ 49. Un fascio di esperienze — § 50. Intestazioni — § 51 Mediumterapia - § 52. Mediumcriminologia - § 53. Chiusa.

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ETELREDO CALVIS

LA SEDUTA MEDIANICA

TRATTATO TEORICO PRATICO

Prima edizione digitale 2016 a cura di Anna Ruggieri

INDICE

RELAZIONE DELLA GIURIA

Cap. I. - SI DEVONO FARE SEDUTE MEDIANICHE?

§ 1. Pro e Contro - § 2 Il Pro n dei grandi scienziati - § 3. Il “Pro a delle Essenze - § 4. Terminologia - § 5. Cultura generale.

Cap. II. - LA CLASSIFICAZIONE DEI FENOMENI MEDIANICI

§ 6. Difficoltà di classificare - § 7. Iperfisi - § 8. Ultraveggenza - § 9. Fenomeni concettivi - § 10. Animismo e spiritismo.

Cap. III. - L'AMBIENTE SPIRITUALE

§ 11. L'armonia dell'ambiente - § 12. I cooperatori ultraterreni - § 13. Anime di Defunti - § 14. La Guida - § 15. Gli Operatori - § 16. I Cooperatori umani § 17. Il Dirigente - § 18. Gli Esperirnentatori - § 19 Gli Assistenti - § 20. Il programma di lavoro.

Cap. IV. - L'AMBIENTE MATERIALE

§ 21. Il locale - § 22. Attrezzatura semplice - § 23 Il gabinetto medianico § 24. I mezzi di Ultraveggenza - § 25. I mezzi di Ultrafisi.

Cap. V. - IL MEDIUM

§ 26. La Medinnità - § 27. Medianità incipiente § 28. Falsa medianità sincera - § 29. Le diverse medianità - § 30. La condotta del Medium - § 31. L'attacco - 32. La Trans - § 33. Il Risveglio.

Cap. VI. - LA SEDUTA

§ 34. La catena - § 35. Seduta di Ultrafania - § 36 Il verbale - § 37. Seduta di Ultraveggenza - § 38 Seduta di Iperfisi - § 39. Incidenti e sorprese.

Cap. VII. - LE MISTIFICAZIONI

§ 40. I generi del trucco - § 41. Trucchi di Spiriti § 42. Trucchi del Medium - § 43. I trucchi degli ipercritici.

Cap. VIII. — IL CONTROLLO

§ 44. Una premessa — § 45. Prima della seduta — § 46 Controlli in seduta — § 47. L'idoneità del Controllore - § 48. I vantaggi della critico.

Cap. IX. — ESPERIENZE FUORI SEDUTA

§ 49. Un fascio di esperienze — § 50. Intestazioni — § 51 Mediumterapia - § 52. Mediumcriminologia - § 53. Chiusa.

RELAZIONE DELLA GIURIA

Con lettera 5 gennaio 1938, XVI, il Direttore della “Collana di Biosofia” scriveva all'avo. Francesco Zingaropoli di Napoli:

“La Società di Biopsichica Le è grata di avere aderito a costituire Lei la Giuria pel concorso sul tema: “La seduta medianica”.

“Fu molto discusso se un trattato pratico possa “essere ammesso in una collezione di opere speculative; ma si venne alla decisione affermativa, perché la sperimentazione biopsichica e, in particolare, medianica costituisce l'elemento scientifico che è a base della Biosofia; così che un'operetta veramente ben fatta dovrebbe essere preziosa propedeutica allo studio della nostra scienza.

Nei due lavori pervenuti, quello segnato col n. 97551 ed il motto “Non nuoce tentare” violava l'art. 7 del Programma, perché in unica copia e con calligrafia quasi indecifrabile; violava l'art. 8 perché le facciate erano 97, mentre ogni lavoro deve riuscire di circa 200 facciate stampa; quello segnato col n. 1001 e col motto “Crede “ratem ventis”, essendo rispettoso delle norme, “resta ammesso.

“L'art. 3 del Programma per gli annuali concorsi affida a me l'incarico di giudicare le opere «concorrenti, salvo farmi coadiuvare da altri due

Giudici: ma se per l'opera «L'Epifisi» preferii fosse a giudicare altri per ragione di competenza, nel caso de “La seduta medianica” dovevo rinunziare al mandato. Infatti, rilevato che quel Manuale è un commento dei miei lavori, non potevo, per doverosa delicatezza, occuparmene.

“Per questa stessa ragione mi permetto, sebbene superfluo, pregare l'on. Giuria del massimo rigore, perché soltanto così la Collana di Biosofia potrà rispondere al suo allo scopo”.

A seguito del mandato conferitoci dal nostro confratello di Idealità e di Fede, la Giuria si è dedicata ad attento e scrupoloso esame del lavoro segnato col numero 1001 e col motto “Crede ratem ventis”.

Anzitutto la Giuria plaude alla Società Biopsichica di Milano per la scelta del tema designato “La seduta medianica” (Trattato teorico-pratico) e che lo abbia accolto nella sua “Collana” sebbene un manuale pratico non possa essere della levatura di una monografia biosofica.

La Biosofia (son parole delle linee programmatiche dei saggi partecipanti ai concorsi della “Collana di Biosofia”) pur riconoscendo il valore del metodo scientifico e filosofico, ha per mezzo la “Ultrafania”, non già nel senso esclusivo e rigoroso di rapporto diretto dell'Uomo con l'Eterno (Teofania), ma come mezzo di comunicazione per tutti indistintamente coloro che vogliono fermamente e con purità di spirito comunicare con le forze pensatrici occulte. Anime scorporate che continuano, oltre l'esistenza nel mondo fisico, la loro missione spia rituale, oppure Essenze mai incorporate viventi ed agenti oltre il piano fisico. Senza la virtù della Fede sfuggono il primo Principio e le ultime ragioni delle cose, alla conoscenza delle quali senso e ragione non bastano. E la Rivelazione, che per la Fede si manifesta, consente che la Ragione riconosca il Reale e che il sensorio ne esegua il controllo, idoneo alla mente che agisce “per l'organismo”.

La Biosofia non è dunque — ha riflettuto la Giuria — in opposizione con la Dottrina teorico-pratica dello spiritualismo sperimentale, considerato che la medianità diventa strumento scientifico per la “Biopsichica” e filosofico per la “Biosofia”.

La fenomenologia medianica è un prodotto di radiazioni cosmiche, eteree, provenienti dall'Infinito. L'Infinito non è il vacuum degli antichi, ma la sostanza intelligente dell'Universo; è dunque la ripresa della concezione religiosa che lo Spirito è diffuso ovunque e che è in perenne ininterrotta attività. I medii sono dei sensitivi i quali ricettano siffatte vibrazioni, correnti pensative, cioè nouri per cui compiono dei fatti incredibili che la scienza positiva reputa per fino assurdi, ma che è costretta a riconoscere per reali.

E valga il vero: La “Grande Speranza a di Carlo Richet è l'ultima e disperata parola dei metapsichici... Disperata parola, perché, alla fine, la tesi spiritica riesce trionfante!

Per quanto il Richet non ammetta la sopravvivenza, né la possibilità dei rapporti fra i viventi e gli spiriti, né la Reincarnazione, pure — con lealtà scientifica — conclude a pagina 258: «Il “fatto della conoscenza paranormale è solidamente stabilito. Tutte le ipotesi che possono proporsi sui procedimenti di siffatta conoscenza sono, a mio umile avviso, inaccettabili. Tutto quello che può dirsi si è che lo stato di veggenza è assai più elevato della coscienza normale. Nel sonno, nel sonnambulismo, nell'intossicamento alcoolico, probabilmente nell'approssimarsi della morte e durante l'ultima agonia, la lucidità è più grande di quando si è svegli e coscienti della propria esistenza. Noi siamo forzati di dire con “Swedenborg: lo spirito soffia ove vuole: fiat ubi vult!

Vi sono casi ancora più complessi nei quali il medium assume una certa personalità. Per esempio M.me Piper parla come se fosse Giorgio Pelhaa, M.me Leonard come se fosse realmente Raimond Lodge e vi sono altri numerosi esempi notevoli nella scienza. Uno dei quali è quello chiamato il ritorno del Capitano Hinchcliff.

E in altro luogo dell'opera prefata: Si producono intorno a noi fatti inverosimili che sembrano assurdi e che noi registriamo con esitazione (e quasi con terrore). Noi viviamo lutti, scienziati e pubblico, come se i nostri poveri sensi, con l'aiuto o senza di strumenti perfezionati, ci rivelassero la realtà delle cose e delle cause. A fianco di quello che vediamo, che leggiamo, che comprendiamo, si svolgono fatti straordinari che potremmo qualificare anormali, se le cose reali potessero essere anormali. E la conclusione eccola: All'infuori del nostro mondo abituale esiste un mondo misterioso che c'inviluppa — fantasmi, case infestate, fenomeni telepatici, premonizioni, apporti — in maniera che noi ci muoviamo in una profonda oscurità. E’ l'ultima parola del materialista che confessa di registrare con terrore siffatte manifestazioni incredibili — a, suo dire — per quanto reali: è che la spiegazione spiritica è assai più semplice e può darsi che essa s'imponga per la sua semplicità.

Ecco perché lo Spiritismo che è progrediente della Biopsichica, diventa la base della Biosofia, arrivando con la Scienza e col metodo sperimentale alla dimostrazione positiva della certezza della sopravvivenza.

Nelle sue linee generali l'A. si è lodevolmente attenuto a siffatti concetti, ispirandosi a tutta l'opera del Trespioli e dichiarando nelle prime pagine: “L'Autore che noi seguiamo di preferenza, per mezzo dell'Ultrafania otteneva le più razionali ed elevate spiegazioni di un fenomeno che con tanta fatica gli uomini vanno inutilmente cercando alle più astruse ipotesi. Era il “Trionfo dello Spiritismo...”.

L'Ultrafania, infatti, non è che la Luce dell'Aldi-Là prodotta dalle radiazioni delle “nouri”, cioè onde di spiritualità. L'opera del Trespioli è perfettamente all'unisono con la dottrina dello spiritismo integrale che non limita le fonti dell'ispirazione, sia provenienti da Spiriti bassi e poco evoluti (ancora attaccati alla terra), sia provenienti da Spiriti superiori e perfino di altissima elevazione spirituale che non rivelano giammai la loro identità (se disincarnati dalla Terra, o da altri pianeti, o se per anco non reincarnati).

Ricordarsi che le più celebri rivelazioni ulfrafaniche sono di anonimi che si chiamano “Imperalor” (Stainton Moses) o “L'Ombre du Sepulcre” (Victor Hugo) o “Homofui» (Enrico Carreras). Ricordarsi che tutta l'opera di Allan Kardec (l'apostolo del moderno Spiritualismo) è ultrafanica ed ha, a volte, i nomi improntati di S. Giovanni l'Evangelista, di S. Agostino, S. Luigi, S. Vincenzo de' Paoli, Socrate, Platone, Fenelon, Francklin, Szvedenborg, e lo “Spirito della Verità”, ecc..

In fondo l'Ulfrafania non è che la forma più elevata della Medianità. Le facoltà proprie degli ipersensitivi, di produrre i fenomeni spiritici, sono diverse e si possono distinguere in tre grandi categorie: di “iperfisi”, di “ultraveggenza” e “concettuali” di valore ultrafanico.

La Biosofia, senza disconoscere (anzi valorizzandole) le risultanze del metodo sperimentale nel campo della Metapsichica, senza disconoscere le induzioni e deduzioni della Filosofia e il contenuto della Religione (incompleto perché trascura i mezzi della Scienza e della Filosofia) si varrebbe di una rivelazione nuova, l'Ultrafania, luce che viene dall'Al di là e che irradia ed è percepita dalla sola eccezionale Medianità superiore o “concettuale”.

L'A. ispirato da siffatti concetti ha, nelle linee programmatiche del suo lavoro dichiarato: “Con questo manuale pratico la Società Milanese per lo, studio della Biopsichica, ha voluto offrire alcune fondamentali nonne perché gli esercizi medianici siano tali da evitare danni di ogni specie e da contribuire al bene individuale e sociale”.

Siffatte norme fondamentali per gli esercizi medianici sono precedute da un Primo Capitolo di idee generali dal titolo: “Si debbono fare sedute medianiche?” in cui si accenna al Pro e Contro degli scienziati e della Chiesa.

Certamente esorbitava il programma del “Manuale pratico per la seduta medianica” entrare nel merito di siffatte discussioni e polemiche tuttora non sopite. La scienza positiva è avversa pel preconcetto dell'impossibilità dei fatti, pur ritenendoli reali (ed abbiamo già riportate le parole del Richet), mentre, a sua volta, molti anni prima, Cesare Lombroso aveva proclamato: «la scienza è schiava dei fatti!”.

Ma l'opinione — o meglio lo stato d'animo della Chiesa, che riteneva “sacrilega” l'invocazione e l'evocazione dei “defunti”, è alquanto mutato.

Col diffondersi dello Spiritismo dopo il 1849, andò accentuandosi nell'ambiente cattolico la corrente di voler ravvisare assolutamente nelle manifestazioni medianiche l'intervento diabolico, Senonché è a rilevare che la Chiesa stessa non ha sempre considerati per demoniaci i fenomeni spontanei (che avvengono senza l'opera umana e per permissione di Dio), riservandosi il diritto del discernimento degli Spiriti. Ad esempio: mentre furono dannate al rogo monache e streghe che si levitavano (come le Orsoline di Lauviers e le fattucchiere di Benevento) furono d'altro canto elevali alla gloria degli altari santi che davano lo stesso fenomeno, quali S. Teresa, S. Francesco Saverio, S. Giuseppe da Copertino.

E, ciò che è più forte, la stessa Chiesa non ha sempre condannata l'evocazione dei defunti. Nei libri dei santi Padri e dei Santi vi sono affermazioni categoriche in favore dell'ipotesi che possono talvolta manifestarsi gli spiriti dei defunti, né che sia a parlar sempre d'intervento diabolico. Basterebbe fra tutti la parola di S. Agostino che nel De Cura pro Mortuis gerenda scrive: “Perché non a attribuire queste operazioni agli spiriti dei dea funti e non credere che la Divina Provvidenza a faccia buon uso di tutto per istruire gli uomini, “consolarli, spaventarli?...”.

Ma vi è una circostanza di fatto assai più eloquente di qualsiasi discettazione dottrinale. Mai il supposto diavolo... Lucifero, il Primogenito, l'Angelo caduto, “la creatura ch'ebbe il bel sembiante”, è riuscito a provarlo, sì nelle manifestazioni spontanee che nelle provocate, col mostrare di possedere un intelletto ed un sapere sovrumano che — secondo i teologi — non avrebbe perduto dopo la sua espulsione dal Paradiso. E il più importante carattere dei fenomeni spiritici è di essere tutti essenzialmente umani; mai ci è apparso un Diavolo con le corna, con la coda, coi piè forcuti e rivestito di fuoco!

Ora la tesi diabolica può dirsi tramontata e la Chiesa — per condotta di causa — si appoggia ai metapsichici che, pure accettando i fatti, tendono ad attribuirli ai poteri animici, e molte e svariate pubblicazioni di ecclesiastici evoluti ed illuminati, del Diavolo non parlano più. Da P. C. M. Curci che proclamava “provvidenziale” lo Spiritismo, si arriva al P. Luigi Mager a S. B. di Beuron che nell'Editoriale dell'“Osservatore Romano”, “Cattolicesimo e Occultismo”, esorta i Cattolici a studiare e tener conto dei fenomeni spiritici e conclude con queste parole: “Se esiste un Al-di-Là è possibile anche una comunicazione con esso. Fin qui il Cattolicesimo condivide il punto di vista “delle correnti occultistiche”.

Dove sono gli spiriti delle tenebre dello spiritofobo P. Franco S. J. che arriva ad imputare agli spiritisti il patto diabolico in re, se non in intentione (!...) e denunziava oscene ed empie le nostre sedute? Codesto povero Diavolo è stato quasi collocalo a riposo per scarso rendimento! Figurarsi che esso, il cui mestiere sarebbe stato quello di perdere le anime incitandole al male, non interveniva, sia nelle manifestazioni spontanee che nelle provocate, se non per incitare gli uomini al bene nel nome santo della carità e dell'amore, avendo perfino la pietosa cura (come ad esempio nell'apparizione del marchese di Préci al marchese di Rambouillet) di avvertire i peccatori dell'approssimarsi della morte, della necessità di cambiar vita e del pentirsi per conseguire l'eterna salvazione.

Chi nega d'altronde che nelle nostre sedute possano verificarsi anche manifestazioni malsane provenienti da Entità basse e cattive?... Ma che, forse nella vita terrena sono tutti buoni e onesti? E che forse i disincarnati si evolvono immediatamente dopo la loro dipartila da questa valle di lacrime? Bene quindi l'A. liberandosi dal pregiudizio diabolico e riportando gli ammaestramenti partiti da Essenze spirituali (di cui nella “Vita” del Trespioli) fa suo il pensiero di altra Essenza che assicura: “che il richiamo porta vantaggio all'anima che deve migliorare ed a quella che è già evoluta dà modo di progredire ancor più. E’ bello e gradito, attraverso macchine umane, predestinate a portare luce all'umanità, portare la “fede e la conoscenza della vita”. Il messaggio dell'Essenza spirituale converge dunque con le parole di S. Agostino (sopra riportate) che la Divina Provvidenza faccia buon uso di tutto per istruire gli uomini, consolarli, spaventarli”.

Premesso un capitolo (il 2°) sulla “classificazione dei fenomeni medianici” l'A. passa nel 3° e 4° capitolo a discorrere dell'ambiente spirituale e dell'ambiente materiale delle sedute.

La pratica degli esperimenti rafforza la nostra convinzione che, a parte le attitudini del medium, le condizioni personali e collettive del circolo costituiscono il coefficiente più importante per la produzione dei fenomeni. Si direbbe sia meno facile formare un circolo omogeneo che scoprire un medium.

In linea generale è deplorevole che la maggioranza degli spettatori abbia di rado una preparazione adeguata per partecipare agli esperimenti. Spesso si assiste per mera curiosità o per ansia di ottenere comunicazioni immediate con spiriti di defunti; si arriva digiuni di letture e, soprattutto, con un'idea confusionaria della fenomenologia medianica — ciò che mena difilato o a facile ed affrettato entusiasmo od a precoci delusioni; giacché vi è un pregiudizio dal quale, purtroppo, non sono immuni nemmeno gli scienziati: quello di credere che si possa partecipare agli esperimenti senz'alcuna nozione sulla portata della dottrina. E cotesti scienziati che riderebbero di chi volesse maneggiare uno strumento dei loro gabinetti senza alcuna conoscenza della tecnica relativa, non riflettono che la psiche umana sia un congegno per lo meno delicato e più oscuro di un rocchetto di Ruhmkorff o di una macchina pneumatica. Occorrerà del tempo ancora per accreditare una verità così semplice!

“Una grande prudenza” — scriveva Leon Denis — è dunque necessaria per entrare in comunicazione col mondo invisibile. Il bene e il a male, la verità e l'errore si mescolano e, per distinguere l'uno dall'altro, bisogna passare per tutte le rivelazioni, gl'insegnamenti a mezzo di

un severo giudizio. Non bisogna avventurarsi su “questo terreno che passo a passo e con la face “della ragione nella mano”.

Allan Kardec l'apostolo del moderno Spiritualismo, discorre delle migliori condizioni del circolo, consistenti nelle disposizioni morali degli assistenti. Esse si riassumono nei seguenti punti:

“Perfetta comunanza di vedute e di sentimenti” — “Benevolenza scambievole fra tutti gli assistenti” — “Abbandono di ogni sentimento contrario alla vera carità cristiana” — “Desiderio unico d'istruirsi e migliorare a mezzo dell'insegnamento degli spiriti e messa a profitto dei loro consigli” — “Esclusione di tutto ciò che nelle comunicazioni con gli spiriti non ha che uno scopo di curiosità” — “Raccoglimento e silenzio rispettoso durante le sedute” — “Associazione del pensiero di tutti i presenti all'appello fatto agli spiriti evocati” — “Concorso dei medii, con l'abnegazione di ogni sentimento d'orgoglio, di amar proprio e di supremazia e con l'unica aspirazione di rendersi utili”.

Niceforo Filatele discorrendo dell'Ordinamento delle società spiritiche scriveva: a I circoli, “dunque che si occupano di manifestazioni intelligenti e quelli che si danno allo studio dei fenomeni fisici, hanno entrambi la loro missione; né a gli uni né gli altri sarebbero veri spiritisti ove si guardassero di mal occhio e chi prima scagliasse la prima pietra si mostrerebbe dominato da una cattiva influenza; ambedue debbono concorrere, benché per vie differenti, alla meta comune ch'è la ricerca e la propagazione della verità. Corrispondano però fra essi, si vedano, si trasmettano le loro osservazioni e poi tutti facciano capo e portino il frutto dei loro lavori alla Società: ecco in quale guisa queste potranno divenire i centri della grande famiglia spiritica Italiana che uguaglierà un giorno tutte le opinioni e unirà tutti gli e uomini del nostro bel paese in un solo sentimento di fratellanza suggellata dalla carità universale.

Se lo spiritismo, come ci annunziano le nostre guide, deve trasformare l'umanità, ciò è per il miglioramento delle masse, il quale non può avverarsi che di grado in grado pel miglioramento dei singoli individui. Che vale il credere agli spiriti, se questa credenza non ci rende migliori, più benevoli e indulgenti per il prossimo, più e umili, più pazienti nelle avversità? Che serve all'avaro essere spiritista se resta sempre avaro? e che serve all'orgoglioso se egli è sempre pieno di sé? Che serve all'invidioso se lo è sempre? Tutti gli uomini potrebbero dunque credere alle manifestazioni, e l'umanità, ciò non pertanto, restare stazionaria; ma tale non è la Volontà di Dio. Tutte le società veramente spiritiche debbono tendere verso una meta altissima, stringendosi compatte per la comunanza dei medesimi sentimenti morali; allora regnerà unione, simpatia, fratellanza, e non un vano e puerile antagonismo d'amor proprio: allora saranno forti e potenti, perché si appoggeranno su una base forte e potente ed incrollabile: il bene universale; allora verranno rispettate e imporranno silenzio alla stolta petulanza, perché parleranno coi fatti in nome della morale di Cristo.

L'A. ha opportunamente trascritto queste parole del Filatele, e meglio sarebbe stato farle seguire dal periodo conclusivo che è questo: “Tale è la via su cui dobbiamo sforzarci di far procedere lo spiritismo. Lo stendardo da noi altamente inalberato è quello della carità senza restrizione, e già godiamo nel vedere accostarsi intorno ad esso tanta gente su tutti i punti del globo, perché comprendono essere l'ancora di salute, la salvaguardia dell'ordine pubblico, il segnale di un'Era novella per l'Umanità. Faccia l'Eterno che tutti gli spiritisti concorrano a questa grande e santa opera, che da un polo all'altro del mondo si tendano fraternamente la mano e il trionfo della causa nostra non fallirà”.

Ispirandosi a tali concetti che — giova ripeterlo — riguardano la pratica della seduta medianica, l'A. ha maestrevolmente discusso dell'ambiente spirituale e materiale della seduta, premettendo e concludendo: “Perché si abbia un ambiente armonico bisogna che l'ambiente spirituale non solo, ma anche quello materiale siano tali da assicurare l'evento fenomenico, per cui un circolo sperimentale funzioni quanto più efficacemente e degnamente.

Bene inquadrato tutto il capitolo quinto: “La Medianità”. in cui, premesso un profilo generale sulla figura del Medio ed un interessante parallelo fra il Medio e il Mistico, si discorre della Medianità incipiente, delle diverse Medianità, della condotta del Medio, dell'attacco (cioè la ricezione delle correnti da parte del medio che ne diviene il trasmettente), della trance e del risveglio.

Avendo sempre di mira la finalità teorico-pratica del manuale non era certo il caso di discettare sulla Medianità in sé, ma esclusivamente dei rapporti fra il Medio e gli Esperimentatori.

Basta per la medianità gloriosa, per la nobile e grande missione del medio rievocare le parole del Lèon Denis nell'ultimo capitolo della sua opera: “Lo studio costante e profondo del mondo invisibile che è ancora il mondo delle cause sarà la grande sorgente ove dovrà alimentarsi il pensiero e la vita. Con questo studio l'uomo arriverà alla vera scienza e alla vera credenza, le quali non si escludono a vicenda, ma si uniscono per fecondarsi; così una comunione più intima si stabilirà fra i vivi ed i morti e più abbondanti soccorsi verranno dagli spazi verso di noi. L'uomo di domani saprà comprendere e benedire la vita; egli non temerà più la morte. Egli realizzerà con i suoi sforzi il regno di Dio, vale a dire della pace e della giustizia sulla Terra e, arrivato al punto estremo, la sua ultima sera sarà luminosa e calma come l'addormentarsi delle costellazioni nell'ora in cui l'alba mattutina comincia ad apparire sull'orizzonte.

La Giuria, pertanto, nella lunga pratica dei rispettivi componenti alle sedute medianiche (specialmente alle sedute con soggetti non potuti osservare dall'A. quali la Eusapia Paladino morta da più anni), commentando e parafrasando quanto ha esposto il Concorrente, rileva quanto appresso:

Non è possibile stabilire norme fisse quanto al tempo ed ai periodi successivi delle sedute. In condizioni normali un medio forte ed allenato non dovrebbe concedere più di due sedute per settimana: le sedute a giorni consecutivi sono disastrose. Deve ascriversi a siffatto errore l'esito debole o negativo degli esperimenti. I medi danno ottimi risultati dopo lungo riposo. Altra precauzione importante è quella di sconsigliare al Medio di fare esperimenti da solo, con estranei alle ordinarie sedute e senza l'intervento del direttore. Vi è in tali casi pericolo di ossessioni epilettiformi e quello peggiore di essere colpito dalla trans senza alcuna oculata. assistenza, Lèon Denis accennando a tal fatto scrive: “Con qual mezzo preservare i medii dai pericoli dell'ossessione? Circondandolo di un'atmosfera di pace, di raccoglimento, di sicurezza morale, formando per l'unione delle volontà un fascio di forze magnetiche. Il medio deve sentirsi sostenuto, protetto, ne bisogna negligere la preghiera. I pensieri sono forze tanto più possenti quanto più sono puri ed elevati. La preghiera sorretta dall'unione delle volontà, oppone una barriera insormontabile alle Entità inferiori”.

Quest'intento è raggiungibile con un circolo omogeneo ed animato da pure e nobili aspirazioni.

Nemmeno può assegnarsi un giorno certo e a scadenza fissa per gli esperimenti. Il Medio non è un giocoliere; mentre anche il cantante se sta male di voce rimanda la rappresentazione. Bisogna ricordarsi che la riuscita dei fenomeni è un fatto indipendente dalla volontà di lui ed assicurarsi quindi, prima della seduta, delle sue condizioni fisiche e morali e, per quanto è possibile, che non esistano altre concause di natura più riservate (spesso se non confessabili... inconfessate) di eventuale debolezza od esaurimento. Gli uomini poi sono in cattive condizioni a breve distanza dai contatti erotici. Rovinoso fare esperimenti a brevi intervalli dai pasti e specie dopo non parche libazioni (è fastidioso un disturbo di stomaco durante la trance). La donna non dovrebbe concedere sedute in certi periodi critici mensili. La medianità femminile si affievolisce o svanisce dopo la menopausa (così avvenne ad esempio ad Eusapia Paladino). La celebre medium Miss Florence Cook, che sperimentava con Crookes, perdette la medianità appena sposata— Niente liquori prima o durante la seduta: opportunissima l'acqua pura che ritempra la forza fluidica. In proposito ricorda il Relatore che durante una seduta — parecchi anni or sono — col medium Pasquale Erto, verificatosi un certo affievolimento nello svolgimento dei fenomeni, uno degli assistenti, l'illustre e compianto Prof. Pietro Castellino, consigliò di apprestare al soggetto dell'acqua zuccherata per rafforzare i suoi poteri medianici. Appena ottemperato siffatta prescrizione, le forze dell'Erto si ravvivarono e i successivi fenomeni (fisici) s'intensificarono. In analoghi casi e con altri soggetti la somministrazione dell'acqua zuccherata ha prodotto benefici effetti.

Quanto al luogo è consigliabile che le sedute si tengano sempre nella stessa camera e con gli stessi arredi che restano impregnati di effluvi odici. Anche i profumi simpatici al medio sono da adoperarsi. Ricordarsi che nelle pratiche dell'antica magia i profumi erano pars magna. Gli occultisti del Medioevo davano importanza grande alla ruta che, a loro dire, fugava i cattivi spiriti. L'incenso facilita la trans ed è eccitante. Da scartarsi gli odori forti ed inebrianti: preferibili sempre i più blandi e tenui, come la violetta e la rosa.

La graduazione della luce è uno dei punti più discussi. Bisognerebbe sempre insistere per evitare l'oscurità: meglio un piccolo fenomeno in luce, che uno fortissimo al buio. La luce può attenuarsi adoperando la lampada rossa (suggerita dal Gibier). E’ consigliabile di circondare un'ordinaria lampadina elettrica con la carta velina rossa.

Indipendentemente dalla preparazione intellettuale necessaria degli assistenti, è bene si determini una corrente di simpatia e cordialità verso il Medio. Per quanto siano da soffocare gli entusiasmi esagerati di persone eccitabili, è, d'altra parte, non giovevole un contegno riservato, taciturno, o di sfiducia. Sovente questo contegno preoccupa e suggestiona il medio, al punto che la presenza di dette persone gli è addirittura intollerabile e la permanenza di persona a lui antipatica può arrivare a compromettere l'esito di una seduta.

Giova moltissimo il canto corale degli astanti od anche la musica. La Eusapia, nella trans e in attesa di fenomeni di materializzazioni, chiedeva insistentemente il canto, ovvero il parlottare degli astanti. Le forze del medio s'intensificano ad acclamazioni di plauso ed alle grida in coro di “Viva Dio”.

La presenza di altri medii nella seduta può giovare o non, secondo i casi. E’ facile si determini una convergenza ed una simpatia di fluidi, ed allora i fenomeni s'intensificano; ma può accadere anche l'opposto. Certi medium — come l'Eusapia — non tollerano la presenza di altri medium ed hanno un senso misterioso d'intuirla se loro viene nascosta.

Ma la parte più delicata della trattazione si è quella riguardante i fenomeni di incorporazione e di possessione spiritica. Poiché accade spesso nelle sedute il verificarsi del fenomeno di defunti comunicanti i quali si manifestano la prima volta per incorporazione e, sentendo in loro stessi il risvegliarsi dei sintomi penosi e degli spasimi cui soggiacquero al momento della morte corporale, trasmettono involontariamente il loro stato d'animo al medio, che riproduce automaticamente, con evidenza impressionante, ogni particolare dell'agonia del defunto comunicante. L'A. ha compulsate le opere di Aksakoff, di Bozzano, di Hyslop, di altri, convinto che il fatto della riproduzione medianica delle crisi preagoniche nei defunti comunicanti contribuisce mirabilmente a conciali-dare i casi d'identificazione spiritica, nonché alla dimostrazione del gran fatto che possono stabilirsi rapporti fra viventi e defunti.

Ciò che è di somma importanza — sempre ai fini della pratica delle sedute — è il come regolarsi da parte del direttore e degli assistenti in simili frangenti. Perocché siffatti fenomeni sono i più preoccupanti specie per la salute del medio.

Di tutto ciò l'A. discorre nel Capitolo sesto.

Segue assai accurata la trattazione del Settimo Capitolo sulle “Mislificazioni”, in cui si discorre dei generi del trucco, di trucchi di spiriti e dei trucchi dell'ipercritica...

In rapporto ai trucchi vi è tutta una letteratura, sì da ritenersi che essa costituisca la discussione preliminare degli studi psichici, perché rivolta ad assodare la realtà dei fenomeni.

Senonché, limitandoci alla pratica delle sedute, è a considerare che il contegno sospettoso degli spettatori possa talvolta compromettere la buona riuscita dei fenomeni. D'accordo nella maggiore severità e rigorosità dei controlli e nell'accantonare i risultati dubbii o non bene controllati; ma si evitino osservazioni ed appunti nel momento degli esperimenti od accenni che possano ingenerare nel medio la preoccupazione di essere sospettato.

Talvolta l'ignoranza degli spettatori può arrivare a qualificare per trucco un fenomeno sincero ed autentico. È notissimo il fatto occorso molti anni or sono nelle sedute che si tenevano a Vienna presso l'Arciduca Imperiale Giuseppe. Il celebre medium Bastian dava l'importante fenomeno della scrittura diretta a carbone sulle pareti della stanza, pur tenendo le mani legale in un sacco piombato; dopo il verificarsi del fenomeno, fatta la luce e dissuggellato il sacco, le dita della mano del Bastian erano tinte di carbone: si gridò al trucco e per giunta l'Arciduca pubblicò un libercolo denunziando la frode del medium e... la bancarotta, a suo dire, dello Spiritismo!

Chi insorge in difesa del povero Bastian? Proprio il più sbrigliato spiritofobo, il Padre Gesuita Franco S. I. che si affrettò a proclamare trattarsi non di trucco, ma di un fenomeno di trasfert e, dimostrando l'ignoranza dell'Arciduca, concludeva:

“Non si potrebbe essere più... Arciduca di cosi!”.

Anche la Eusapia fu accusata di analogo trucco nelle sedute di Roma in cui un altro... arciduca invitò celiando il fantasma materializzato di John a bere un sorso di marsala (una bottiglia si trovava a caso nella stanza degli esperimenti). Il fantasma bevve e, appena fatta la luce, si accorsero gli astanti che l'alito della medium odorava di marsala. Anche in tale congiuntura fu sospettato il trucco; eppure si trattava dello stesso fenomeno di trasfert del Bastian.

Coerentemente a tutte le idee già svolte e da noi commentate e parafrasate, segue il cap. VIII «Del Controllo», che è parso alla Giuria il meglio scritto e condotto. Il Capitolo Nono ed ultimo ha per argomento “Esperienze fuori seduta”.

Si discorre di un fascio d'esperienze, delle Infestazioni, della Mediumterapia, della Mediumcriminologia, tutti argomenti di eccezionale importanza, meritevoli ognuno di un singolo trattalo. Ad ogni modo l'A. ha sintetizzato con chiarezza e precisione codesto fascio di esperienze, sempre dall'aspetto della pratica medianica; per la Medium-terapia ha saputo far tesoro delle opere di Darville sulla Psicoterapia ed alla dottrina del Ramaciaraca sulla respirazione Yoga. Ma specialmente interessantissimo è l'ultimo paragrafo sulla “Medium-criminologia”. L'A. (sempre ai fini della praticità del manuale) ha ragionevolmente circoscritto le sue considerazioni al punto soltanto del-

l'eventuale sussidio della medianità e dell'ipnotismo nella istruttoria dei reali. E’ agevole pertanto — dall'aspetto generale — intravvedere

quanta ripercussione i progressi delle ricerche psichiche hanno dei diversi campi del diritto. La Giuria si è soffermata (al riguardo della pratica medianica) sui mezzi di scoperta e di ricerca applicabili in criminologia in sussidio alle istruttorie della polizia e dell'autorità giudiziaria.

Non è nuovo il caso che la medianità sia stata addirittura sperimentata nelle aule dei Tribunali in ausilio dei mezzi ordinari d'istruttoria nei processi penali.

Ricordiamo un singolare processo svoltosi nel 1930 dinnanzi al Tribunale di Leitneritz in Cecoslovacchia. Certo Hanussen che godeva fama di taumaturgo, di chiaroveggente e di medium era imputato di truffa e di mistificazioni. I giudici nel dubbio di decidersi sulla sincerità o meno delle attitudini medianiche dell'accusato ebbero una trovata geniale: costrinsero l'imputato a dare, in pubblica udienza, la dimostrazione pratica delle pretese facoltà che risultò tutta in favore dell'Hanussen. Sulle oicessiludini di questo processo discusse Gino Trespioli in un magnifico articolo “Il processo Hanussen”.

Gendarmi con baionetta in canna, — scrive il Trespioli — il palazzo di giustizia circondato da armati, armati ad ogni accesso, precauzioni di ogni genere per impedire trucchi. E parecchi quesiti da risolvere: trovare un oggetto nascosto, descrivere i caratteri fisici e morali di persone ignote col semplice esame dei loro scritti, ricostruire fatti avvenuti alla semplice lettura della data, descrivere la sorte di persona ignota per l'esame di un oggetto appartenente ad essa. Ed Hanussen, gli occhi bendati e le orecchie imbottite di ovatta, ha trovato l'oggetto nascosto ed alla comunicazione di tre date ha ricostruito tre avvenimenti riferentisi ad esse; toltagli la benda, esaminati gli scritti di tre persone, narrò di queste, vita, indole, tendenze...”.

Il Tribunale assolveva l'Hanussen, aprendogli così la via maestra del trionfo.

Il Trespioli considerava in proposito: “L'episodio di Leitmeritz dovrebbe far pensare se non sia il caso che la scienza prenda in considera-

zione fenomeni che potrebbero essere, prima o poi, altrettanti documenti di una nuova scienza, E più appresso: “Se c'è problema che dovrebbe interessare l'umanità è questo; ma non si deve abbandonarlo alle masse, facili all'errore ed alla superstizione, bensì deve essere oggetto di profondo studio da parte dei dotti. Questi, come i periti di Hanussen, non dovranno mai muovere da preconcetti; ma se considerano la biopsichica con occhio diverso da ogni altra scienza, perché quella esige l'elemento fede, ci si avvicinerà a quella sapienza antica che purtroppo si è perduta; e, secondo me, sarà ancora il trascendentale a trionfare”.

Anche nella Giurisprudenza italiana è a segnalare un processo svoltosi innanzi alla Corte di assise di Lucera, in cui l'assassino — non raggiunto da alcuna decisiva prova di colpabilità nel periodo istruttorio — venne identificato da un fenomeno spiritico. Vale la pena di riassumere il fallo:

Il conte Ubaldo Beni da Gubbio dimorava da qualche mese nel Comune di Pietra Montecorvino quale direttore dei lavori di estrazione di creta saponacea delle cui cave era concessionaria la Società Kill di Firenze. Il conte, per le spedizioni ferroviarie, si serviva di un giovane, tal Garibaldi Veneziani, al quale faceva anche riscuotere gli assegni, rilasciandogli a tale scopo delle firme in bianco. Il Veneziani, pertanto, abusando della fiducia concessagli, si appropriò d'ingenti somme che avrebbe dovuto versare al conte ed avendo saputo che quest'ultimo intendeva abbandonare la direzione della miniera, aspirò a succedergli. Il 24 agosto 1916 il Beni si recò a Lucera per verificare gli assegni e vendere un cavallo e verso le ore 20 ripartì per Pietra Montecorvino sopra un carrozzino, accompagnato dal Veneziani che lo seguiva in bicicletta per un buon tratto e che poi fece ritorno a Lucera.

L'indomani mattina, sullo stradale Lucera-Pietra, alcuni passanti rinvennero il cadavere del Beni, morto assassinato. I sospetti non tardarono a cadere sul Veneziani, anche perché si seppe che costui doveva rispondere di sottrazione di somma da parte del conte. Fu arrestato il Veneziani e aperto contro di lui procedimento per assassinio ed appropriazione indebita. La causa, però, era indiziaria ed incerte le prove. Senonché, mentre l'istruzione volgeva al termine, pervenne al Giudice Istruttore un rapporto dell'Autorità di P. S. che accompagnava due lettere, una della madre del Beni, l'altra della vedova Anna Gasperini che aveva sposato in seconde nozze il Beni. La lettera della madre diceva così: “Ill.mo Sig. Delegato, faccio la seguente deposizione: la notte “del 26 corrente ho la certezza di aver visto svolgere il delitto che ha colpito mio figlio Ubaldo. Mi sembrava vederlo venire sul carrozzino per una strada campestre, quando fu aggredito. L'aggressore aveva un segno particolare consistente in una macchia all'occhio. Il mio povero figlio caduto a terra pel declivio della strada, fece come una mossa. L'assassino, vedendo questo, si dava alla fuga, a fuga precipitosa. In fede, “f.ta Caterina Beni”.