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Una gita a Parigi, due studentesse maliziose, due insegnanti molto... particolari, in un thriller raffinato ed intrigante che cattura e coinvolge. Suspence e colpi di scena ad opera di un’autrice che si scopre vera rivelazione del genere in una storia che non mancherà di stupire.
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Veröffentlichungsjahr: 2016
Collana Blacknight
il Thriller è servito
Pegasus Edition è il marchio editoriale dell’Associazione Culturale Pegasus Cattolica
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47841 Cattolica (Rn)
Copyright © Pegasus Edition 2015
La presente opera è frutto della fantasia dell’autore. Nomi, personaggi, luoghi ed eventi narrati all’interno della stessa sono stati utilizzati in modo fittizio. Somiglianze con personaggi reali, viventi o defunti, eventi e località esistenti sono da considerarsi puramente casuali.
Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo lavoro può essere tradotta, riprodotta o trasmessa con qualsiasi mezzo senza espressa autorizzazione dell’editore e, quando necessario, degli altri titolari del copyright.
ISBN: 9788899239503
Vittorina Castellano
Niente è come sembra
Pegasus Edition
A mia figlia Silvia
I
Ombre e luci del passato squarciano prepotentemente quel velo pietoso steso sui ricordi, è inevitabile, si vive il presente martellati dal dubbio amletico del proprio essere e ci si interroga sulle scelte fatte: “Se potessi tornare indietro! Lo rifarei?”
Il rammarico di non aver vissuto certe situazioni o di aver optato per certe altre, mina l’equilibrio raggiunto a fatica, scalza e demolisce l’autostima, come un’onda che aggredisce un castello di sabbia. Ci si rende conto del tempo che sfugge e dell’angoscia del futuro che ci assale. Il rimpianto del passato, il malessere del presente e l’ansia del futuro compongono la trilogia del dramma esistenziale.
È una meravigliosa giornata di fine settembre, mi ritrovo a camminare sulla riva del mare, sola con i miei pensieri, sento il calore del sole sulle spalle, guardo l’acqua che mi lambisce i piedi. Penso, “Perché sono qui, le vacanze sono finite, gli allievi sono sui banchi di scuola, mi aspettano”. Già, mi aspettano o forse no, m’illudo che mi aspettano, forse si sono già dimenticati di me, anche se hanno pianto tanto i miei ragazzi quando ho annunciato che sarei andata in pensione. Rivedo ancora i loro sguardi dispiaciuti e delusi che m’imploravano di accompagnarli fino alla conclusione del ciclo scolastico. Avevo sempre pensato a come avrei affrontato quel giorno. Le materie che ho insegnato mi hanno concesso il privilegio di seguire i liceali nella loro crescita intellettuale dal secondo al quinto anno. Ero arrivata, improrogabilmente, alla conclusione della mia carriera e l’interruzione didattica sarebbe stata inevitabile per molti di loro. Com’è strana la vita, ogni giorno si borbotta che si è stanchi di lavorare, che è insostenibile la solita routine, non si vede l’ora che arrivi la benedetta pensione e poi, quando finalmente quel giorno sospirato arriva, c’è tanta amarezza, ti rendi conto che un ciclo della vita è terminato, capisci che tante cose e persone ti mancheranno e vorresti fermare il tempo a quell’ultimo giorno, per viverlo per sempre! Mi sentivo svuotata come un sacco che lentamente si affloscia a terra senza più contenuti.
Durante la cena di commiato con i colleghi mi sentivo frastornata, non ascoltavo nemmeno quei bei discorsi quasi commemorativi, pensavo a tutte quelle volte che ero io a salutare gli altri, ora era arrivato il mio turno.
L’estate è finita, le palme e gli ombrelloni sono stati smontati e accatastati a ridosso degli stabilimenti balneari, la spiaggia è disseminata di rifiuti, che squallore, l’incuria e la maleducazione dell’uomo sono allucinanti. I gabbiani graffiano l’acqua e vanno a posarsi sulla scogliera, sonnecchiano accarezzati dai refoli di vento. Ho sempre amato il mio lavoro, il contatto con i giovani mi ha aiutato a rimanere giovane dentro. Ho insegnato materie scientifiche in un Liceo come tanti, di una qualsiasi città, anche se ritengo il mio, il miglior liceo e la mia, la più bella città. Troppo campanilista? No, il legame affettivo è oltremodo forte e opacizza ogni ragionevole obiettività. Potrei raccontare centinaia di episodi che hanno costellato la mia professione, non mi sono limitata a insegnare le mie discipline, sono andata oltre, come dicevano gli allievi con i quali ho avuto una frequentazione anche al di fuori della scuola. Sono sempre stata convinta che un coinvolgimento dei ragazzi in attività parascolastiche fosse un ottimo approccio interpersonale che li avrebbe interessati maggiormente alle discipline curricolari. Ogni concorso indetto da Enti e dal Ministero della Pubblica Istruzione era oggetto della mia attenzione. Passavo ore e ore con gruppi di allievi a progettare e a realizzare video, ipertesti e varie documentazioni che ci vedevano sempre vincitori. Non ci sono parole per descrivere l’entusiasmo dei ragazzi quando leggevo loro la comunicazione che saremmo dovuti andare a una premiazione e quanta emozione nei loro occhi e nei loro cuori quando li vedevo salire con me sul palco fra gli applausi del pubblico. Fantastiche settimane ci hanno visto spensierati e felici nuotare in acque cristalline di villaggi vacanze, scatenarci su piste da ballo fino all’alba per poi ritrovarci a fare laute colazioni in pineta in compagnia di mansueti cinghiali. Non è stato facile per me dire addio a tutte queste emozioni, ho sentito improvvisamente il vuoto dentro di me, ho provato la sensazione della crisi di astinenza, ho sfiorato la depressione.
Un cane dal lucido pelo nero mi segue da un po’, è un cucciolone che vuole giocare. Afferro un bastoncino di legno, sbattuto sulla spiaggia dalle onde, e lo lancio invitando il cane a rincorrerlo. Dopo diversi tentativi falliti, finalmente lo vedo scattare per poi ritornare, scodinzolando, con il bastoncino fra i denti; siamo diventati più che amici. Amicizia, collaborazione e rispetto erano sovrani nel rapporto con gli allievi, con tanti di loro continuo a comunicare su social networks. Di ricordi belli ed esaltanti, ne ho molti, anche qualcuno da dimenticare, ma uno immancabilmente riaffiora prepotentemente e tormenta l’animo mentre un brivido pervade e scuote il corpo. Uno solo che però ha marchiato a fuoco la mia memoria, mi angoscia anche nel sonno, forse è l’espressione dell’inconscio che si manifesta in maniera criptata. Ombre silenti condizionano la mia emotività onirica.
II
Eravamo nei primi anni novanta, il progresso e la vita moderna stavano cambiando radicalmente lo stile di vita e la nostra società. I media entravano nelle nostre case proiettandoci dentro le notizie in tempo reale e rendendo purtroppo spettacolari con le immagini dal vivo anche gli accadimenti più squallidi e crudi. La guerra del Golfo rappresentava l’esempio più tangibile di questo fenomeno: gli eventi bellici erano seguiti in diretta televisiva in tutto il mondo. Due piloti italiani, il maggiore Bellini e il tenente Cocciolone, furono fatti prigionieri dagli irakeni. Destarono scalpore nel nostro paese i loro interrogatori trasmesse in tv. Si temette per la loro vita, ma fortunatamente vennero presto liberati e tornarono in Italia accolti con tutti gli onori. Erano gli anni tristemente famosi per i due efferati attentati in cui furono uccisi a Palermo i giudici antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Mentre i due magistrati morivano per ristabilire la legalità, scoppiava lo scandalo Mani pulite che avrebbe provocato il collasso della classe politica del Paese. Nella cittadina di Maastricht si approvava un trattato economico e politico che sanciva la nascita dell’Unione Europea e la perdita della sovranità monetaria che avrebbe impedito alle economie di essere flessibili quanto necessario per superare situazioni di crisi. Esplodeva il progresso tecnologico. La vita nelle grandi città si adeguava velocemente ai tempi moderni e diventava molto più frenetica.
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