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Laura Renier
ITINERARI del MISTERO
Il vero mistero del mondo non è l'invisibile, ma il visibile.
Le
cose, e purtroppo anche le persone e le idee, sono note non per la loro autenticità, ma soltanto per una serie di luoghi comuni, concatenati uni agli altri. Mai come in questo tempo si è assistito alla confusione delle lingue, alla morte della parola, all'impossibilità di comunicare, perché il linguaggio è stato imbastardito, impoverito, snaturato, e viviamo il tempo in cui la fine del linguaggio verbale ci costringe alla scoperta di un linguaggio non verbale, qualcosa di vero, legato alla nostra natura, alla nostra cultura, al nostro stesso essere.
Qualcosa di nuovo che avrà ragione di esistere soltanto se sarà veramente antico legato alle tradizioni della cultura popolare.
Viviamo la babele delle lingue, anche nella stessa città, nello stesso paese, nella stessa casa, senza avere nemmeno il fascino drammatico e irripetibile della caduta della torre di Babele. Viviamo tempi che, per dirla con Maximilien Robespierre, sono un miscuglio di genio e volgarità, ma quest'ultima ha premio su tutto e il genio, per non essere deriso, perseguitato, assassinato, deve nascondersi.
Questo libro non si rivolge a quei signori, e delle loro critiche e asserzioni non si cura, perché se ci si ferma ogni volta che un cane abbaia, non si finirà mai la propria strada. Questi signori, gli ottusi emuli del professor Cremonesi che si rifiutava di guardare nel cannocchiale di Galileo, ma che era pronto a farlo condannare dall'Inquisizione, negherebbero ora ciò che noi voghiamo non dire in modo astratto e fumoso, ma mostrare con evidenza nella realtà, che sarà inspiegabile, ma è visibile.
Negherebbero le fiamme azzurre che escono da una roccia da secoli, il sangue che sgorga da una statua in legno del Cristo, le tradizioni delle donne che vennero chiamate streghe dai loro padri e inviate al rogo.
Nel viaggio nei misteri, che proponiamo ii questo Libro, intendiamo condurre il lettore in luoghi veri, di fronte a cose vere, anche se spesso inspiegabili, perché Punica spiegazione è dentro di noi. Non abbiamo nessun dogma, nessuna verità da rivelare, ma soltanto un viaggio da proporre in quei luoghi del mistero che ci circondano e che ognuno può vedere.
ebook Borelli editore
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Veröffentlichungsjahr: 2014
INDICE
IL MISTERO QUOTIDIANO
IL SEPOLCRO di CHRISTIAN ROSENDREUZ
I MISTERI di FERRARA
I MISTERI DI RIMINI
LA TANA DI RE TIBERIO
I SEGRETI DI FAENZA
IL COLLARE DEGLI INDEMONIATI
I SEGRETI DI RAVENNA
I MISTERI di PONTREMOLI
© Copyright 2014 - Gian franco Borelli
Si ringraziano per la collaborazione
Laura Corallo
Il vero mistero del mondo non è
l'invisibile, ma il visibile.
Oscar Wilde
Le cose, e purtroppo anche le persone e le idee, sono note non per la loro autenticità, ma soltanto per una serie di luoghi comuni, concatenati uni agli altri. Mai come in questo tempo si è assistito alla confusione delle lingue, alla morte della parola, all'impossibilità di comunicare, perché il linguaggio è stato imbastardito, impoverito, snaturato, e viviamo il tempo in cui la fine del linguaggio verbale ci costringe alla scoperta di un linguaggio non verbale, qualcosa di vero, legato alla nostra natura, alla nostra cultura, al nostro stesso essere. Qualcosa di nuovo che avrà ragione di esistere soltanto se sarà veramente antico legato alle tradizioni della cultura popolare.
Viviamo la babele delle lingue, anche nella stessa città, nello stesso paese, nella stessa casa, senza avere nemmeno il fascino drammatico e irripetibile della caduta della torre di Babele. Viviamo tempi che, per dirla con Maximilien Robespierre, sono un miscuglio di genio e volgarità, ma quest'ultima ha premio su tutto e il genio, per non essere deriso, perseguitato, assassinato, deve nascondersi.
E' tempo che si inventi la parola, formulando questa scoperta con una indagine attenta e un viaggio all'interno dell'uomo, delle sue radici, della sua cultura popolare, della sua semplicità. In pratica, della sua verità. Perché è tempo che torniamo a intenderci, che affossiamo quel marasma volgare e putrefatto che chiamiamo linguaggio, intendendo già in questo, ciascuno di. noi, qualcosa di diverso.
Se è difficile intendersi nelle cose e nelle parole del quotidiano, del luogo comune, del superficiale che abbiamo posto in tutte le cose, soprattutto le più semplici, ritengo sia impossibile intendersi quando si affrontano argomenti legati al mistero, all'occulto, alla tradizione esoterica e iniziatica. Non solo perché è impossibile trasmettere certe conoscenze, a meno di non farle vivere agli altri, ma anche perché nessun tipo di linguaggio è sufficientemente vivo per questo impegno. Per non parlare poi della grande confusione sul mondo del mistero, messa in atto da illuministi, positivisti, agnostici, con le loro scuole e i cascami del loro luogo comune globale. In più, una editoria imbastardita, una stampa superficiale e i mass media scatenati, hanno prodotto falsa informazione, libri banali e scorretti, divulgazione sensazionalistica al limite del ridicolo. Per cui, volendo oggi parlare di cose legate al mistero, ci sarebbe da arrendersi, da rinunciare, a causa di queste disarmanti premesse, anche per paura di aggiungere confusione al caos che già esiste. Basti pensare che nemmeno il ricorso agli archetipi, al simbolismo e alle varie scuole di pensiero iniziatico, consentono un linguaggio serio tra gli stessi studiosi e persino tra gli stessi Adepti. Siamo, nel segno della parola, in quel «regno della quantità» e in quella “fine dei tempi» di cui parlava René Guénon.
Esistono i negatori del mistero per calcolo, come quanti operano nell'ambito della scienza asservita al potere tramite la tecnologia, quella scienza moderna che, nata con Galileo, era stata per secoli grande nel dubbio, e che ora si è fatta dogmatica. Che ha assoldato per il potere i cantori prima della morte di Dio, poi della morte di Satana, infine della morte dell'Uomo, verso un futuro di uomini programmati, standardizzati, robotizzati, grazie ai grandi crimini della violenza quotidiana sulla natura, che comunque ha dimostrato di sapersi ribellare con ancora maggior violenza, e della manipolazione della vita nei laboratori dei nuovi apprendisti stregoni.
Siccome, nel nostro tempo, la certezza della divinità è stata lasciata nelle abili mani degli eredi dei grandi iniziati alla Magia e ai detentori dell'autentica cultura popolare, ecco che contro gli Adepti e contro la tradizione della civiltà popolare si scatenano le nuove laiche inquisizioni, tacciando il vero di superstizione, e cercando di imporre la cultura del potere, schiacciando quella popolare con azioni criminali come lo sradicamento dell'uomo dalle sue radici, l'abbandono delle campagne, la schiavizzazione dell'uomo, inserito nei ghetti delle città dormitorio e sfruttato nelle grandi fabbriche che non solo violentano l'uomo, ma anche la natura, e cercano di programmare non solo la nostra vita, ma anche 1a nostra morte. La quale sarebbe quel «sonno eterno», una vera e propria bestemmia «contro la libertà, la verità, la miseria», che ebbe a dire nel suo ultimo discorso nientemeno che Maximilien Robespierre. Il quale, nel riproporre con decisione la fede nell'Essere Supremo e la certezza di una vita spirituale dopo la morte, sapeva di firmare la propria condanna de1 nove Termidoro.
Ci sono poi anche i negatori del mistero per superficialità e conformismo, non sempre responsabili delle loro idee, che vengono da una scuola imbastardita, da ideologie che non si rassegnano a morire, in un tempo che sta facendo rivivere i valori. Ai negatori del mistero, per ignoranza, conformismo, calcolo, servizio del potere, delle ideologie, dei falsi valori, basterà ricordare alcuni esempi storici, dei quali sono stati protagonisti i loro antenati ideologici e mentali.
Nel XVI secolo, il docente universitario Scipio Chiaramonti negò che la terra potesse muoversi, perché secondo lui, gli animali che avevano muscoli e arti, possono muoversi, mentre il pianeta, privo di gambe e di braccia, non poteva farlo. Nello stesso secolo, Gabriele Frascati affermava che «la Terra si trova al centro dell'Universo e di conseguenza il centro della Terra è pure il centro dell' Universo». Il Real College di Londra rifiutò di accogliere come ve [...]
