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Fare Poesia con Remo Girone, Arnoldo Foà e Nando Gazzolo.
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Veröffentlichungsjahr: 2016
Sandrino Aquilani
C’È TANTA POESIA
Poesie
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Copyright © 2016
Sandrino Aquilani
“Dedico questa raccolta di poesie e pensieri
“Toglieteci la poesia e la vita sarà così uguale e vuota
Introduzione
Esiste una poesia magnifica e sonora, una poesia figlia della meditazione e dell’arte, che si addobba con tutta la pompa della lingua, che si muove con una ritmica maestà, che parla all’immaginazione conducendola per un sentiero sconosciuto, seducendola con la sua armonia e la sua bellezza. È il frutto divino dell’unione dell’arte con la fantasia.
Esiste un’altra poesia, naturale, breve, secca, che sorge dall’anima come una scintilla elettrica, che ferisce il sentimento con una parola e poi fugge, e che, nuda da ogni artificio, libera da ogni forma, sveglia le mille idee che dormono nell’oceano senza fondo della fantasia. È la poesia popolare, la sintesi di ogni poesia, perché il popolo è stato, e lo sarà sempre, il grande poeta di tutte le epoche.
Allora quando torno a rivivere immaginariamente quel che mi è accaduto scrivo, scrivo come colui che copia da una pagina già scritta, come il pittore che riproduce il paesaggio che si dilata davanti ai suoi occhi e si perde fra la bruma degli orizzonti.
Gustavo Adolfo Bécquer
“Nonostante tutto quello che facciamo per rendere incomprensibile la presenza dell’uomo su questa terra, ancora,
Letture di Nando Gazzolo e Arnoldo Foà
Come non pensarti più
da ragazzo
il peso degli anni
i monti della luna
la bandiera della vita
c’è ancora un sogno
cerco solo te
dove è finita la notte.
È notte
la vita non sa aspettare
nevicata
se potessi scegliere
soltanto un sogno.
Una sera
un’altra vita
ci sono momenti
ho sognato di ricordare.
Il sole a metà
il cielo è amico mio
fortuna che sei qui
coincidenza
il mio mondo è in te
ricordo tutto di te
hai mai provato a guardare il cielo
un giorno anche tu sarai un uomo
il vento d’autunno
che cosa è morire
un lungo viaggio
la sfida
il vento della vita.
Era la guerra
1945
Io
la più bella di tutte
e torri del silenzio
Luna
non ho più paure
so che t’amo e non dovrei
la montagna
sei con me.
I Giganti del Cielo
la Via Giusta
l’ultima poesia.
CD/Video
Il CD con la recitazione delle poesie e il DVD con i video si possono acquistare separatamente o richiesti all’autore.
Alcuni video e ascolti delle poesie sono presenti su “You Tube” con le recitazioni di Arnoldo Foà e Nando Gazzolo.
Video Consigliati:
Da ragazzo, con la voce di Arnoldo Foà, con musica e direzione orchestrale di Detto Mariano.
Sei con me, con le voci di Remo Girone, Arnoldo Foà, Nando Gazzolo, con musica e direzione orchestrale di Detto Mariano.
Ricordo tutto di te, versione con voce di Nando Gazzolo e versione con voce di Arnoldo Foà, con la musica di Sandrino Aquilani.
Ascolti consigliati:
Come non pensarti più, Che cosa è morire, Il Maestro e la Via Giusta, Gli Alberi, Io, “Il cielo è amico mio” anche nella magnifica interpretazione di Franco Mechilli.
Prefazione
Fare di tutto nella vita, ma senza scordarsi di vivere.
Ora che mi trovo a introdurre questa nuova raccolta poetica dell’amico Sandrino Aquilani, mi rendo conto che non è semplice trovare una definizione adeguata, così completa da rappresentare la fisionomia e lo spessore della persona.
È un uomo dal carattere versatile e poliedrico, interessato a conoscere la Vita in tutti gli aspetti che la caratterizzano: le sue esperienze spaziano in tutti gli ambiti, dal politico al sociale al culturale. In ogni campo da lui frequentato ha gettato semi che sono cresciuti nel tempo fino a diventare piante rigogliose: progetti e iniziative da lui organizzati si sono trasformati in occasioni per dare il giusto valore a temi legati al sociale e, in generale, al mondo della cultura.
Nelle stesse poesie troviamo traccia di questa “ricchezza” di contenuti che caratterizza la vita del poeta (qualifica certo nobile ma che, lo sottolineo, non basta a definire il personaggio): “E per tutto quello che sono/e per tutto quello che io non sono/una vita sola non basta/potrei averne un’altra/per favore.”
Come dimenticare l’occasione in cui nacque la nostra amicizia? Nella splendida cornice del Teatro La Fenice di Venezia fui premiato come “Voce recitante” di una lirica del poeta Franco Buffoni, proprio nel corso di una serata della Biennale di Poesia Lettera d’Argento organizzata da Aquilani. Da lì in poi la collaborazione artistica tra di noi, benché saltuaria, è sempre stata decisamente “di qualità.”
Ecco: se penso alla figura dell’autore mi viene in mente il grande ministro della cultura di Ottaviano Augusto, Mecenate, che con la sua lungimiranza contribuì a creare non solo il circolo di letterati che tutti ricordiamo, ma soprattutto un sistema di valorizzazione ed esaltazione della dimensione socio-politica e della cultura che tanto giovò alla storia di Roma.
Eppure/basta fermarsi a guardare/il resto lo scrive la penna/se hai inchiostro nel cuore
La poesia nasce dall’osservazione, non servono altro che l’occhio per guardare e l’orecchio per sentire… e una buona dose di consapevolezza. Come dire? L’età cambia la prospettiva.
Altro è la vita se la si considera oggetto di riflessione in gioventù, altro essa è se la si valuta in età adulta. Non è solo una questione di attitudine e capacità critica (certo i giovani amano vivere la vita, più che pensarla), ma è anche il risultato di tutta l’esperienza che l’individuo ha saputo affrontare, e superare. È la conseguenza di aver imparato a leggere con occhi attenti tutto ciò che ci sta intorno.
Se facciamo attenzione al lessico delle liriche non possiamo non accorgerci che il campo semantico prevalente è quello del Tempo, nella sua dimensione di presente (ore, minuti, secondi), di passato (remoto, prossimo) e di futuro (ipotetico, sperato, realizzato): ecco che sotto gli occhi del lettore si dipana la riflessione di un uomo maturo sulla vita trascorsa, sulle esperienze passate, su ciò che un tempo era sogno ed oggi è/non è divenuto realtà (Avevo tanti sogni/non si sono avverati/Comunque/erano bei sogni/e io /li ho avuti.).
Lo sguardo del poeta osserva e confronta le speranze, le proiezioni della giovinezza con le conquiste ottenute, le mete raggiunte e d’altra parte si sofferma anche sulle inevitabili o inattese cadute, sulle ferite ricevute, sugli scacchi subiti, sulle perdite accusate (E pensare/che l’oggi/altro non è/che il futuro sperato/proprio quello/che ieri/avevamo sognato/accorgersi di non averlo/per tempo capito/è un vero peccato.).
Tante le emozioni, che risultano però come decantate grazie al trascorrere del tempo: forse questo non serve a guarire, ma certo aiuta a conquistare quella superiore serenità che permette di analizzare se stessi in maniera matura, critica ed obiettiva. Le liriche raccontano e descrivono contesti di quotidianità (i rapporti tra le persone, gli incontri, gli eventi) o fotografie scattate alla Natura (sempre viva e intensa, nei colori, nei profumi e nelle sue trasformazioni), ma soprattutto offrono al lettore la riflessione intima dell’io lirico, trasportano e accompagnano in voli da una dimensione all’altra, nel tempo e nello spazio.
Quasi prepotente risulta, a tratti, la voce del poeta che vuole dire, vuole dirsi perché raccontarsi significa anche riuscire a comprendersi, è in qualche modo una cura di sé: le parole esigono di acquistare vita, di trasformarsi in immagini evocative (Le mie poesie/non hanno pace/si ribellano alla carta/e cercano una voce).
Il bilancio che ne deriva sembra essere improntato a grande serenità, accettazione veicolata dalla consapevolezza vuoi dell’inevitabilità del tutto, vuoi della imperscrutabilità complessiva del destino individuale (M’illudo di tenere il passo/ora lo so/”il caldo non fa presagire/il gelo”).
E tuttavia, a tratti sembra di intuire come una frizione tra l’io e il mondo… quasi un desiderio di sottrarsi al contesto del reale (Cerco un riparo/qualcosa che mi tenga fuori/dagli impicci del mondo.): l’aver compreso i tanti perché dell’esistenza, l’essere sceso in profondità nella ricerca del significato delle cose lascia in fondo un senso di solitudine… Poi ti accorgerai/che sei fuori dalla vita/come un elefante bianco/che non trova il suo cimitero.
Alessandro Quasimodo
Lettera di Arnoldo Foà
Grazie alla stima che Sandrino Aquilani, Sindaco di Vetralla, poeta, musicista, aveva di me come attore, è cominciata la nostra collaborazione nell’incisione di cd di musica e poesia, dove io metto la voce, lui la musica, io talvolta le mie poesie e lui le sue, ma anche le poesie di veri poeti che lui sceglie con gusto e intelligente ricerca e io solo con la mia voce che viene reputata, con mio vivo rammarico, la sola dote della mia arte scenica.
Questa collaborazione, puramente tecnica, ci ha portato alla stima reciproca e all’amicizia, che è il sentimento più importante nelle collaborazioni tecniche, perché ti porta alla critica aspra e sincera durante il lavoro, senza bisogno di ricorrere alle espressioni dilatatorie di scuse e di gentili preamboli di squisita gentilezza, i rifacimenti si chiedono brutalmente e le eliminazioni si ottengono ipso facto.
Il risultato lo giudicherete voi che sarete entrati in possesso del nostro lavoro per acquisto o per offerta. Noi siamo soddisfatti.
E devo fare i miei complimenti anche al figlio del mio amico, Giorgio, che ogni tanto, e molto spesso, mette la sua opera come commento musicale alla nostra.
Se volete, potete farglieli anche voi che ascolterete i nostri cd, tanto meglio!
Arnoldo Foà
Lesen Sie weiter in der vollständigen Ausgabe!
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