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Un libro per bambini con stupende illustrazioni. Sono (ancora!) un ragazzino e vi racconterò la settimana prima del mio grande giorno. Di come me la passo a casa e a scuola. Vi racconterò della mamma, del perché il papà non vive più con noi e del fatto che devo sempre finire il mio piatto prima di alzarmi da tavola. Del perché voglio tanto bene alla Duffi e al maestro Hibschenberger, di Jule la chic e di Bernd il ciccione (come puzza!). Che cosa mi piace un sacco oppure che cosa non capisco per niente. Chi mi fa arrabbiare e chi invece mi manca un po' tanto. E del mio futuro. Mi ritrovo ancora una volta davanti alla porta di classe chiusa. Espulso un'altra volta. Quando poi dovevo solo starnutire. Rimugino su questo e quello. Batteri, g'nzola, conigli nani, problemi di energia… Ma più che altro penso al mio grande giorno.
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Seitenzahl: 31
Veröffentlichungsjahr: 2014
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Pia Schenk
Il Fabbricante di Ecciù
Solo per eroi veri
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Inhaltsverzeichnis
Titel
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A tutti quelli che hanno letto fin qui!
Tutti i titoli di Pia Schenk alias Ann Ekdote
Pia Schenk & Manuel di Chiara & Juliana de Angelis
Impressum neobooks
Io sono io e questa è la mia storia.
Da ieri ho il permesso di sedermi davanti in classe. Davanti a tutti, in prima fila, al centro. Esattamente dirimpetto alla maestra Duffner, la mia insegnante preferita.
In genere non mi concedono molti permessi. E perciò sono strafelice. Anche se delle volte non capisco bene la differenza fra potere e dovere. Perché normalmente nessuno vuole potersi o doversi sedere in prima fila, neanche con tanto di permesso.
Quando ero ancora seduto in fondo alla classe, a me stava anche bene. Poi la Duffi (la mia insegnante di tedesco) ha detto che mi dovevo sedere "là". "Là", precisamente di fronte a lei. Perché sono bislessico e perché così mi può aiutare meglio.
Non ha spiegato che cosa è un bislessico. E nessuno gliel’ha chiesto. Forse lo sanno tutti che tipo è.
Io personalmente non lo so, ma non l’ho dato a vedere agli altri.
Una volta a casa ho cercato nel dizionario. Noi non abbiamo Google (ma non ditelo a nessuno). Là dentro però non ho trovato proprio niente. Secondo me ha qualcosa a che fare con il lessico. Forse ho una specie di doppio lessico; forse ha a che fare con i miei geni o forse faccio bene a chiedere alla mamma...
…o forse meglio ancora direttamente al maestro Hibschenberger. Lui è lo "scienziato" della nostra scuola e ci ha spiegato il DNA. E quello, appunto, ha a che fare con i geni. È una spirale molto speciale, supermegapiccola, che sa tutto su tutti e la trovi in tutti quanti.
A scuola stiamo imparando delle cose pazzesche e il DNA mi piace proprio un sacco. Ma non riesco a trovarlo da nessuna parte. Ho messo dei pezzettini di pelle, saliva e capelli miei sotto il microscopio. Niente. Non vedo niente. È così mini-minuscolo il DNA. E nonostante scienze non sia religione, non mi resta altro da fare che credere (senza vedere) alle parole di Hibsch.
Mah… forse sarà meglio chiedere alla mamma.
Abito insieme alla mia mamma in un grande appartamento. Terzo piano con balcone. La mamma è fissata col balcone. Ogni domenica ci facciamo la colazione. Fuori. Anche quando fa freddissimo, vestiti con tanto di cappotto, sciarpa, guanti e cappello. Solo quando piove, no. In quel caso mangiamo in cucina e la domenica è andata.
Prima c’era anche papà, poi di colpo ha iniziato a mancare spesso e adesso non viene proprio più. Forse non gli piace più il balcone. Ha una nuova famiglia, mi ha spiegato la mamma, e per questo non si fa vedere più. Peccato, mi sarebbe piaciuto conoscerla. Io non ho fratelli e per questo una nuova famiglia non mi dispiacerebbe affatto. Per di più papà sapeva spiegare tutto. Tutto. Ma proprio tutto. E su questo la mamma ed io abbiamo la stessa opinione.
Siccome con la famiglia non mi è andata proprio bene e io desideravo tanto un cane, la nonna mi ha regalato un coniglio nano. Un coniglio nano nero, straordinariamente soffice e morbido.
Sono subito sceso in giardino insieme a Zorro
