Melchiorre Il Superbo - Laura Balbiani - E-Book

Melchiorre Il Superbo E-Book

Laura Balbiani

0,0
4,99 €

oder
-100%
Sammeln Sie Punkte in unserem Gutscheinprogramm und kaufen Sie E-Books und Hörbücher mit bis zu 100% Rabatt.

Mehr erfahren.
Beschreibung

Un pigro osservatore capita nel mezzo di una questione di coscienza morale, civile, politica e religiosa durante la guerra franco-olandese nel 1672. In un momento storico di grande irrequietezza e con nuova guerra che si profila all’orizzonte è ambientato il breve racconto di Melchiorre il superbo, qui presentato per la prima volta in traduzione italiana e accompagnato dal testo originale. Pur prendendo spunto dalla situazione dell’epoca, il racconto tocca temi ancora oggi attualissimi: la responsabilità sociale, perdono e giustizia, l’impegno politico del singolo e il suo ruolo all’interno della comunità, il rapporto tra genitori e figli e tra famiglia e società. L’osservazione diretta della realtà storica, vista attraverso gli occhi del giovane e spavaldo Melchiorre, un seicentesco figliol prodigo, finisce con il coinvolgere l’osservatore, togliendolo dalla passiva inerzia della contemplazione e rendendolo soggetto attivo e responsabile.
In poche pagine, molto dense, vengono sviluppati una serie di temi che erano al centro della vita pubblica di quel tempo, che è possibile seguire grazie alle brevi note della curatrice. Il testo tedesco costituisce inoltre un utilissimo strumento di studio e permette di assaporare la vivace e colorita scrittura dell’autore, le cui caratteristiche linguistiche, sintattiche e ortografiche sono state rispettate nella trascrizione.

Traduzione e cura di Laura Balbiani
 

Das E-Book können Sie in Legimi-Apps oder einer beliebigen App lesen, die das folgende Format unterstützen:

EPUB

Veröffentlichungsjahr: 2016

Bewertungen
0,0
0
0
0
0
0
Mehr Informationen
Mehr Informationen
Legimi prüft nicht, ob Rezensionen von Nutzern stammen, die den betreffenden Titel tatsächlich gekauft oder gelesen/gehört haben. Wir entfernen aber gefälschte Rezensionen.



Hans Jakob Christoffel von Grimmelshausen

Melchiorre il Superbo

Hans Jakob Christoffel von Grimmelshausen

MELCHIORRE IL SUPERBO

DER STOLTZE MELCHER

[1672]

Testo originale tedesco e prima traduzione italiana

a cura di Laura Balbiani

Collana “Firiwizzo Meista”

a cura di

Giuseppe Landolfi Petrone

ISBN 9788893370592

copyright © 2016 Antonio Tombolini Editore

digital rights reserved

Via Villa Costantina, 61,

60025 Loreto Ancona

Italy

email: [email protected]

www.antoniotombolini.com

Facebook

Twitter

Immagine di copertina a cura di Marta D’Asaro

ISBN: 9788893370592
Questo libro è stato realizzato con StreetLib Write (http://write.streetlib.com)un prodotto di Simplicissimus Book Farm

Indice dei contenuti

Presentazione

Introduzione

L’autore

Il testo

Le fonti

Nota editoriale

Bibliografia

Melchiorre il superbo

|i1|

​|i2|

​|i3|

​|i4|

​|i5|

​|i6|

​|i7|

​|i8|

​|i9|

​|i10|

​|i11|

​|i12|

​|i13|

​|i14|

​|i15|

​|i16|

​|i17|

​|i18|

​|i19|

​|i20|

​|i21|

​|i22|

​|i23|

​|i24|

​|i25|

​|i26|

Der stoltze Melcher

​|d1|

​|d2|

​|d3|

​|d4|

​|d5|

|d6|

​|d7|

​|d8|

​|d9|

​|d10|

​|d11|

​|d12|

​|d13|

​|d14|

​|d15|

​|d16|

​|d17|

​|d18|

​|d19|

​|d20|

​|d21|

​|d22|

​|d23|

​|d24|

​|d25|

​|d26|

Note

Presentazione

Un pigro osservatore capita nel mezzo di una questione di coscienza morale, di coscienza civile, di coscienza politica e di coscienza religiosa nel momento in cui è in atto la guerra franco-olandese nel 1672. Il perdigiorno con la cui voce parla Grimmelshausen in questo breve racconto, qui presentato per la prima volta in traduzione italiana con testo originale, non è però uomo privo di sguardo scrutatore e sa bene che affinare conoscenze astruse e astratte non arreca alcun vantaggio, soprattutto quando ci si imbatte, come in questo caso, in un frammento di realtà doloroso e controverso. L’osservazione diretta della realtà storica, resa drammatica dall’aggressione dell’Olanda da parte di Luigi XIV, contribuisce a rendere vigile la vita del narratore, togliendola dalla passiva inerzia della contemplazione.

Quattro anni prima della morte (avvenuta nel 1676), all’apice della sua fama di scrittore e uomo pubblico in qualità di sindaco della cittadina di Renchen, Grimmelshausen compone Der Stoltze Melcher per esporre la sua tesi ideologica di rifiuto della guerra e per additare il pericolo rappresentato dalla politica francese, volta a indebolire il potenziale difensivo della Germania attraverso una campagna di reclutamento di giovani mercenari al di là del Reno, peraltro con la complicità del vescovo di Strasburgo, alle cui dipendenze operava lo stesso Grimmelshausen come sindaco. Il racconto apparve anonimo nel 1672 come Flugblatt, vale a dire come uno di quei fogli volanti di propaganda in voga nel Seicento durante le guerre, in particolare durante la precedente Guerra dei Trent’anni.

Melchiorre, il protagonista della breve storia, ritorna in Germania distrutto nel fisico e nello spirito dall’esperienza di mercenario al servizio della Francia: il suo sogno di grandezza si è infranto sui campi di battaglia ed è fallito il suo progetto di ritorno in patria da vittorioso e acclamato soldato. Mancandogli le forze e il coraggio di presentarsi in famiglia in condizioni misere, fa accorrere la madre fuori città per rivestirlo e renderlo presentabile. Ed è a questo punto che si accende il primo conflitto del superbo giovane ormai distrutto con la famiglia, perché la madre e il padre, che sopraggiunge poco dopo, lo ripudiano malamente, almeno finché nella madre non si risveglia un senso di pietà. A riequilibrare l’assetto familiare e sociale ci penserà il signore del luogo, che dall’alto della sua autorità provvederà al reintegro del giovane a condizione che egli si riscatti attraverso il lavoro e la presa di coscienza del tradimento consumato a danno della libertà tedesca.

In questa trama, che il lettore potrà seguire facilmente grazie alla traduzione e alle note di commento di cui è corredata la presente edizione, si innesta un parallelo fra la parabola del figliol prodigo di Luca e quella di questo sprovveduto reduce tedesco del XVII secolo. Su questo tema si è espresso in alcuni studi Italo Michele Battafarano (vedi Bibliografia), notando giustamente come Grimmelshausen operi alcuni importanti cambiamenti nella struttura narrativa e nelle soluzioni adottate per sciogliere il nodo comune del perdono. Se nella parabola evangelica il padre riversa sul figlio che ritorna pentito un’immediata e sicura misericordia, nel racconto di Grimmelshausen è l’autorità politica ad accogliere, sotto condizione, il figlio degenere, perché in fin dei conti il tradimento maggiore perpetrato da Melchiorre non è tanto contro la famiglia, ma contro la stabilità sociale, contro la collettività. Fra Luca e l’autore del Simplicissimus c’è di mezzo l’affermazione dell’entità, sconosciuta ai primi cristiani, dello Stato come potere sovraordinato agli individui. Ma c’è di più: l’autonomia dello Stato (tedesco in questo caso) è minacciata proprio dall’autorità ecclesiastica che, nella persona del vescovo di Strasburgo, accetta di compromettere l’assetto politico della Germania concedendo (vendendo) alla Francia il diritto di reclutare giovani tedeschi da avviare fra le schiere da inviare contro l’Olanda. Ed è per questo che la figura del parroco del paese di Melchiorre interviene nel racconto più che altro come destinatario del messaggio ideologico di fondo di Grimmelshausen.

Intanto, il narratore, che nel frattempo è uscito dall’ombra e prende parte direttamente ai fatti narrati, si rende pienamente conto che tra il perdersi nelle astruserie senza nesso con la realtà storica e il rischiare di girare il mondo imbracciando le armi, vi è una via intermedia, che è quella dell’intraprendere la vita sociale, abbandonando ogni forma di arrischiata spregiudicatezza. L’invito di Grimmelshausen è quindi quello che i lettori dell’epoca facessero anch’essi tesoro, così come il narratore, degli insegnamenti ricavabili dalla disavventura di Melchiorre.

In poche pagine, dense e scritte su vari livelli, vengono sviluppati una serie di temi che erano al centro della vita pubblica di quel tempo, come è possibile seguire grazie alle note di commento della curatrice. Il testo tedesco, accessibile sia integralmente sia capoverso per capoverso, costituisce un utilissimo supporto di studio e di godimento di uno stile letterario e, anche, linguistico (riguardo alla morfologia, alla sintassi, agli stessi usi grafici del tempo, per lo più qui rispettati), di cui è parso utile non privare il lettore colto o semplicemente curioso di avvicinarsi ai testi nella loro forma originale.

Con questa edizione, che si affianca a quella dell’Avventuroso Simplicissimus recentemente apparsa nella collana “Perle” dello stesso editore, si inaugura una serie di testi che “Firiwizzo Meista” dedicherà alla riflessione politica e sociale della prima età moderna: un banco di prova essenziale di filosofi, teorici e scrittori.

Introduzione

L’autore

Hans Jakob Christoffel von Grimmelshausen (1622? – 1676)

Grimmelshausen è autore di uno dei romanzi più famosi della letteratura tedesca, L’avventuroso Simplicissimus (1668-1669), in cui narra le avventure picaresche di un giovane sullo sfondo della Guerra dei Trent’anni. Nel racconto vita e poesia, realtà e immaginazione si fondono, in un romanzo che ha affascinato e continua ad affascinare lettori e critica.

Grimmelshausen nacque a Gelnhausen, una cittadina dell’Assia; della prima parte della sua vita si sa pochissimo, e questo ha spinto gli studiosi a rintracciare elementi biografici nelle vicende del suo protagonista. Infatti, quando le truppe croate al servizio della Spagna invasero la regione, nel 1635, i genitori morirono, e il giovanissimo Hans Jakob fu catturato e costretto ad arruolarsi. Combattè in vari reggimenti, poi prestò servizio come scrivano militare nelle truppe bavaresi. Nel 1649, al termine della guerra, lasciò il servizio militare e si sposò; a questo periodo risale anche la sua conversione al cattolicesimo. Grimmelshausen si trasferì con la famiglia a Oberkirch-Gaisbach, dove lavorò come amministratore prima per i conti di Schauenburg, poi dal 1662 al 1665 nella vicina Ullenburg; contemporaneamente gestì anche una locanda a Gaisbach, “alla stella d’argento”. Dal 1667 fino alla morte fu infine sindaco di Renchen, alle dipendenze del vescovo di Strasburgo.

Negli anni di Gaisbach e Ullenburg divenne assiduo frequentatore delle biblioteche della zona, ma non ebbe mai contatti con gli ambienti letterari della vicina Strasburgo; la vocazione alla scrittura sbocciò in modo del tutto spontaneo. Nel 1667 pubblicò la sua prima opera, Der satyrische Pilgram [il pellegrino satirico], a cui seguì il suo capolavoro, il Simplicissimus. Il romanzo ebbe un enorme successo, e intorno ai suoi protagonisti Grimmelshausen sviluppò un ampio ciclo narrativo, sempre animato da un’inesauribile fantasia verbale, freschezza e vitalità; dai suoi personaggi hanno tratto ispirazione anche grandi autori moderni come Bertolt Brecht e Günther Grass (Breuer 1999: 245-268).

Sebbene autodidatta, accumulò una cultura vastissima (Weydt 1968: 20-43), basata sulla lettura di moltissimi testi enciclopedici e scientifico-divulgativi della sua epoca; egli assimilò però anche autori poco noti, ma molto significativi, del Cinquecento come Hans Sachs, Johann Fischart e Tomaso Garzoni, da cui riprese innumerevoli spunti che arricchiscono e danno colore ai suoi scritti. Grazie alle sue numerose opere, pubblicate sempre sotto pseudonimi diversi, è il principale narratore del Seicento tedesco.

Il testo

In un’Europa che si stava lentamente riprendendo dall’estenuante Guerra dei Trent’anni (1618-1648), si manifesta un nuovo virulento focolaio di tensione quando, sull’onda dell’aggressiva politica estera di Luigi XIV, la Francia dichiara guerra all’Olanda. Ciò portò ad alleanze e contro-alleanze e a un periodo di forte instabilità politica, che si tradusse in una fioritura di opuscoli e scritti propagandistici: prese così avvio un acceso dibattito, in cui si portavano all’attenzione dell’opinione pubblica gli avvenimenti europei e si criticavano le scelte politiche dei vari governi (Zwiedineck-Südenhorst 1888; Sternberg 1913).

In questa atmosfera inquieta si inserisce Melchiorre il superbo, un breve racconto che prende spunto dall’attualità e tocca temi che stanno molto a cuore al suo autore . Come sindaco di Renchen, Grimmelshausen doveva far rispettare le leggi, mantenere l’ubbidienza e riscuotere le imposte, ma essendo dipendente dal vescovo di Strasburgo era tenuto ad assecondarne la politica filo-francese; ciononostante disapprova il reclutamento di giovani tedeschi, favorito invece dal vescovo, e cercherà più tardi di preservare i suoi concittadini dal pagamento di tasse esorbitanti a sostegno delle guerre francesi (Schäfer 1989). Il suo impegno politico è responsabile e animato da grande rigore morale, che deve incarnarsi in primo luogo nella condotta esemplare di chi governa; il conflitto morale tra il suo dovere di amministratore e il deciso rifiuto della guerra, radicale in chi ne ha vissuto sulla propria pelle le terribili atrocità, è uno degli aspetti che trovano espressione nel racconto.[1]

Al di là dei riferimenti strettamente legati alla situazione contingente e alla polemica anti-francese, il testo tocca temi ancora oggi attualissimi: la responsabilità sociale, perdono, giustizia e misericordia, l’impegno politico del singolo e il suo ruolo all’interno della società, il rapporto tra scelte della famiglia e loro ricadute sulla comunità di cui è parte.

Tutto ciò sullo sfondo del mondo contadino della campagna renana dove fa ritorno Melchiorre, un seicentesco figliol prodigo. Attaccabrighe e arrogante, e per questo soprannominato ‘il superbo’, il giovane si era arruolato come mercenario, convinto di accumulare onori e fortuna in guerra. Ora torna, malato e umiliato, e chiede al padre di riaccoglierlo a casa: «Tu hai già seguito l’esempio del figliol prodigo; se anche tuo padre ha intenzione di farlo, e che [...]