2,49 €
Una promessa fatta in un momento di disperazione e l'inganno subito da colui che credeva potesse essere il grande amore della sua vita sembrano infrangere i sogni ambiziosi di Laura Ford che si è costruita una corazza di orgoglio. Riuscirà l'affascinante e potente Riccardo Martini a dimostrarle la sua innocenza e convincerla che la vita può ancora offrirle la chiave per aprire quel cassetto in cui è rinchiuso il suo sogno?
Das E-Book können Sie in Legimi-Apps oder einer beliebigen App lesen, die das folgende Format unterstützen:
Veröffentlichungsjahr: 2017
Dalla cima della collina lo sguardo di Laura Ford correva giù per lo spoglio paesaggio invernale. Le grandi querce che si stagliavano contro il cielo plumbeo e le distese di campi innevati, non le ispiravano tristezza ma bellezza, semplicità e grazia. Tuttavia non poteva ignorare il profondo dolore che sentiva dentro.
Assalita ancora una volta dalla sofferenza che in lei aveva sempre seguito i brevi momenti di gioia strinse di più le braccia intorno al corpo rabbrividendo per i ricordi e il vento gelido. Persa nel passato contemplava tra le lacrime la terra aspra che era casa sua da quasi ventidue anni. Quella terra aveva ucciso suo padre, troppo malato di cuore per raccogliere le sfide giornaliere della natura e aveva tolto a sua madre anche la forza di reagire alla polmonite che le era stata fatale.
Da ragazzina Laura aveva odiato la fattoria, i lavori pesanti e i venti crudeli. Aveva odiato la solitudine delle sere lontano dalla città ma soprattutto le sconfitte che quella terra infliggeva alla sua famiglia. Ma l'ironia del destino l'aveva costretta a restare là.
Una promessa. Una promessa fatta in un momento di disperazione, un ultimo tentativo con un cielo che poi non aveva ascoltato le sue preghiere per la vita della madre.
-Ti prego Laura fa che la famiglia resti unita, solo tu puoi occuparti della fattoria non lasciare che muoia con noi... anche tuo padre l'avrebbe desiderato, lui ti considerava la sua erede ideale e con la forza fisica dei tuoi fratelli sono sicura che saresti realmente capace di portare in alto il suo sogno-
- Sarai tu a tenerci uniti mamma - aveva risposto lei
- Promettimelo! -
Sconvolta dalla supplica della madre Laura aveva acconsentito e subito dopo, con dolore l'aveva vista andar via per sempre.
Da due anni ormai faceva del suo meglio per rispettare quella promessa. Aveva lasciato l'università per dedicarsi completamente alla fattoria. aveva visto i fratelli farsi uomini e costruirsi una vita propria. Con loro aveva lavorato i campi dall'alba al tramonto. Le mani che aveva sperato avessero un giorno il tocco lieve di un medico, ora erano ruvide e callose.
- Ti ho accontentata mamma, ce l'abbiamo fatta! - disse mentre il vento disperdeva le parole piene di orgoglio e amarezza insieme.
Effettivamente, malgrado le avversità e la sua giovane età Laura era riuscita a sbarcare il lunario. La banca le aveva concesso proroghe sui debiti contratti dal padre per tirare avanti e proprio lottando contro quei debiti aveva cominciato ad amare la fattoria, a capire quello che aveva significato per i suoi genitori e perchè suo padre Filippo si fosse battuto contro chi voleva costringerlo a vendere. Si, nonostante il risentimento che a volte l'assaliva per le occasioni perdute, la fattoria "Ford" era riuscita a conquistarle il cuore.
Si voltò e lentamente tornò a casa.
Giunta di fronte al sobrio ufficio del Dott.Righi laura inspirò profondamente. Entrando la sua attenzione fu attirata dalla figura di un bell'uomo seduto davanti al direttore della banca. I capelli castani sfioravano il colletto beige della camicia. Quei capelli folti e mossi le erano familiari e il suo cuore si mise a battere all'impazzata ancor prima che Riccardo Martini si alzò e si girò per salutarla. Erano passati quasi quattro anni da quando lo aveva visto l'ultima volta ma aveva ancora il potere di sconvolgerla.
Indossava un vestito costoso sicuramente fatto su misura per come gli stava a pennello eppure dava l'impressione di essere il tipo da jeans e t-shirt. Quando con riluttanza e imbarazzo si diedero la mano non potè non notare che anche lui aveva le mani forti e ruvide come le sue. Il tocco però era gentile, quasi come se avesse imparato a controllare la sua forza. I suoi occhi, azzurri come un limpido cielo invernale, erano caldi e carezzevoli..... Ma lei rabbrividì! Alcuni anni prima quell'uomo aveva sconvolto il mondo, allora innocente, di una Laura appena diciottenne. Le aveva insegnato le meraviglie dell'amore per poi rovinare tutto con tradimento.
I suoi pensieri furono interrotti dalla voce del direttore che in pochi secondi spiegò la sostanza dell'incontro. Lei conosceva il dott.Righi da anni, da piccola. Era un uomo serio e distinto tutto d'un pezzo ma questa volta il suo comportamento denotava un certo nervosismo, il che non la rassicurò affatto.
- Laura la scadenza di pagamento è ormai passata - cominciò l'uomo, - puoi rimborsare la rata? - Riki la fissava e lei notò con disagio che la sua presenza la turbava più di quanto volesse ammettere. Raccogliendo le sue forze rispose: - posso rimborsarle la maggior parte della somma - . Gli porse l'assegno e lui notò con stupore la somma considerevole..."questa ragazza è un fenomeno" dovette ammettere tra sè.
- e il resto? -
- Sono sicura di potermelo procurare in poche settimane. Ho trovato un lavoro extra per l'inverno le escursioni scolastiche fruttano bene e Tommy tornerà presto a casa e mi aiuterà in fattoria. Inoltre non è un segreto che Gion mi manda il suo contributo ogni mese -
- Ricorda Laura che Tommaso ha una moglie e due figlie da mantenere e Giona....-
- Si ma lui e sua moglie hanno deciso di rimanere con me. A casa c'è posto per tutti e... si fidi di noi dottore e le prometto che questa sarà l'ultima proroga che le chiederò -. I due uomini si guardarono.
- Io avrei un'altra soluzione - intervenne Riki, poi, mentre Laura spalancava gli occhi per lo stupore, continuò:
- Voglio comprare un po' della tua terra -
- No! - rispose in tono deciso alzando il mento per sottolineare la sua caparbietà.
- Perchè Laura? Perchè tanto orgoglio? -
Lei lo guardò con disprezzo.
- Come osi farmi una simile domanda? Proprio tu, che hai cercato di togliermi fino all'ultimo grammo di orgoglio! Mio padre non volle venderti questa terra allora e non sarò certo io a farlo oggi! -
Riccardo Martini la fissave e qualcosa nel suo sguardo la confuse, era forse tristezza quello che vedeva?
- Ascoltami Laura...-
- Niente mi farà cambiare idea, non riuscirai a vincere nemmeno questa volta! -
La voce di lui quando rispose era calma.
- Così rischierai di perdere l'intera proprietà, se mi dessi ascolto invece oltre a salvarne la maggior parte potresti iscriverti di nuovo all'università e realizzare i desideri di un tempo. -
- Ora è questa la mia vita non ho altri desideri da realizzare quelli di cui parli era sogni di una ragazzina che non c'è più - "Grazie a te" avrebbe voluto aggiungere ma si morse la lingua per rispetto al Dott. Righi che assisteva esterrefatto alla scena.
- Ascoltalo Laura, è una proposta ragionevole. Un terreno più piccolo sarebbe più facile da gestire anche per tuo fratello Tommaso...-. Era vero, la proposta era ragionevole e allettante ma così lei avrebbe perso l'angolo più bello della proprietà, quello di cui ogni fotografo o pittore si innamorava ma soprattutto quello che per lei era un rifugio e che era stato perdipiù testimone della loro prima notte d'amore.
- Hai intenzione di costruirci uno dei tuoi residence? - gli chiese senza mezzi termini.
- No, solo una casa, la mia! -
Spiazzata da quella risposta e colta da un improvviso barlume di buon senso si rese conto di non avere scelta: doveva firmare la proposta di acquisto.
Per una volta Riccardo fu di parola: sul pezzo di terra acquistato venne costruita una sola casa, la sua. Bellissima, in pietra e legno, circondata da un grande prato e alberi maestosi. Le fioriere di gerani e le buganville davano quel tocco di colore che non poteva mancare e si, era proprio in armonia con il resto del paesaggio. Aveva assistito ai lavori con curiosità e ostilità, era la casa che tanto tempo fa avevano progettato insieme e le ricordava quel passato con lui che non era riuscita a dimenticare.
La casa di Riki era vuota da mesi e Laura si sentiva più tranquilla. Ultimamente non aveva dovuto sopportare la vista di lui che pescava a dorso nudo in riva al ruscello. Erano già passati tre anni e spesso si rendeva conto che provava strane sensazioni quando lo vedeva o scorgeva da lontano il suo fuoristrada nero. Fingeva di non spiegarsene il motivo, dava la colpa all'odio ma nei momenti di sincerità ammetteva che poteva trattarsi di ben altro. Era come se il destino avesse stabilito che l'imprenditore edile Riccardo Martini doveva rimanere l'unica vera passione della sua vita.
Come ogni mattina Laura si sedette sul dondolo sotto il portico ammirando i meravigliosi colori dell'alba. Quello era il momento della giornata che preferiva e la bellezza del cielo come sempre la rassicurava e allontanava i cattivi pensieri. Era stata una vera fortuna che Tommy e sua moglie non avessero portato con loro le bambine mentre si trasferivano nella loro nuova casa. Che cara ragazza Margherita o Maggie come le si era presentata la prima volta. Aveva con il suo disordinatissimo fratello una pazienza da fare invidia a Giobbe e lui per quanto borbottasse sempre amava chiamarla Margaret perchè - è la mia regina! - diceva. Genni e Melly invece erano due diavoletti e le lasciavano per fortuna poco tempo per pensare e commiserarsi. Le loro risate e l'allegria le riempivano le giornate. Con Riki lontano, più tardi magari sarebbero potute andare al ruscello per un picnic. Quando era bambina il padre la portava spesso al ruscello con i suoi fratelli per nuotare e pescare divertendosi come matti. Era lì in quelle occasioni che sempre di più cresceva in lei la passione per la natura e i suoi esseri viventi: "da grande voglio curare i pesci che papà ferisce con l'amo e gli scoiattoli che Gion e Tommy feriscono con le fionde". Sorridendo al ricordo di quell'ingenuità pensò che le bambine sarebbero state entusiaste della gita. Rientrò in cucina e si fece un caffè, l'unico della giornata, poi cominciò a pensare cosa preparare per il pranzo.
Aveva quasi finito di preparare il cesto quando Genni e Melly entrarono in cucina mezze addormentate e ancora spettinate. Melly, di tre anni, era tenerissima con il pollice in bocca. Quando entrambe si furono sedute per la colazione Laura rivelò la sorpresa.
- PICNIC ! - gridò la più piccola
- Potremo nuotare? - chiese Genni
- Si se l'acqua sarà calda -
