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Partire nella nebbia della sera
Partire sull'acqua
Osservare il flusso dei palazzi, dei visi
Allontanarsi dal mondo-normale
Abbandonare la terraferma
Sempre più al largo nella laguna
Sempre più lontane più piccole le luci
Attraccare tra persone che, via, si disperdono nell'isola
Aggirarsi per le vie deserte
In un mondo che sembra apparire e scomparire
Appoggiato sull'acqua
Circondato dall'acqua
Isolato da ogni cosa
Come disabitato
Quasi un set cinematografico dismesso
Tra pietre antiche e case silenziose
Sui selciati che non conoscono l'olio dei motori
Rumore di acqua da lontano
Ronzio di vaporetti nel buio da lontano
Facciate di case intonacate di luce tenue
Alberi solitari
Eppure vasi di fiori accuditi
Panni stesi
Chi abita qui?
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Veröffentlichungsjahr: 2021
NAZZARENO LUIGI TODARELLO
NOTTE A MURANO
L’ISOLA L’ACQUA IL TEMPO
14/15 novembre 2015
Prefazioni impossibili
di
Casanova
Tiziano
Goldoni
LATORRE EDITORE
NOTTE A MURANO
Nazzareno Luigi Todarello
Prima edizione Latorre Editore 2025
Fotografia
Copyright © 2025 di LATORRE EDITORE
Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta con qualsiasi mezzo, inclusi sistemi di archiviazione e recupero, senza autorizzazione scritta dell’editore, salvo brevi citazioni in recensioni.
Progetto di copertina: Nazzareno Luigi Todarello
Impaginazione: Latorre Editore
Editore: Latorre Editore, Viale della Rimembranza 23/2
15067 Novi Ligure (AL) Italia
www.latorre-editore.it
www.latorrepress.com
ISBN (brossura): 9788898480678
Stampato in Italia
Notturno a Murano
Partire,
nella nebbia che scende lieve,
come un pensiero dimenticato.
Partire sull’acqua –
senza orme, senza direzione,
lasciando che il fluire
trascini via palazzi,
volti,
parole non dette.
Allontanarsi dal mondo usuale,
dalla terraferma che trattiene,
e farsi portare,
sempre più al largo,
dove le luci diventano stelle,
e il silenzio comincia.
Attraccare sull’isola
tra figure che svaniscono,
come ombre di un sogno interrotto.
Le vie sono deserte,
ma respirano.
Il mondo appare,
scompare,
riappare –
sospeso sull’acqua,
intessuto di acqua,
lontano da ogni cosa.
Come se nessuno vi abitasse.
Come se fosse un teatro smontato,
abbandonato alla notte.
Pietre antiche,
case che non parlano più,
selciati mai toccati da olio o rumore.
L’acqua chiama, da lontano.
Un vaporetto mormora nel buio.
Luci spente,
intonaci di luna,
alberi solitari come custodi stanchi.
Eppure –
un vaso di fiori curato,
una tovaglia stesa al vento.
Un segno.
Una domanda.
Chi abita qui?
O chi ha abitato?
O chi ha solo sognato di farlo?
Prefazione impossibile
scritta da Giacomo Casanova, in una notte di nebbia a Murano
Mi chiamo Giacomo, e non so cosa ci faccio qui.Non amo il freddo, e nemmeno il silenzio.Ma qualcosa – forse una lanterna accesa, forse l’eco di un passo sul selciato bagnato – mi ha condotto ancora una volta a Murano, isola dimenticata dai cuori leggeri e dai turisti impazienti.
Qui non si viene per cercare compagnia. Si viene per perderla.
L’autore di queste immagini ha osato ciò che pochi fanno: non sedurre Murano, ma lasciarsi sedurre da lei.Non mostrarla, ma camminarla in punta di piedi, come si fa con un’amante che si crede scomparsa, e invece è solo cambiata.
